Festival del Cinema di Roma: Al Pacino, le mostre, i primi film si comincia
Una grande festa aperta a tutti, dal titolo “Be Brazilian”, inaugura il 22 ottobre la terza edizione del Festival romano del Cinema. La kermesse si svolge a piazza Navona a partire dalle 21,30 e vede la partecipazione di oltre quaranta artisti, musicisti e danzatori. Lo spettacolo s’ispira alle tradizioni degli “afro-blocos” (le batterie di percussioni del “carnaval” di Bahia), con la colonna sonora a base di samba. La regia è di Arto Lindsay, compositore geniale ed eclettico; le scenografie sono di Ernesto Neto, tra i massimi artisti contemporanei. Un inedito carnevale d’autunno, con la partecipazione di Gal Costa e due bande in marcia (Ilê Aiyê e Spok Frevo Orchestra). Prima, alle 20, un sostanzioso antipasto con Al Pacino: l’attore ritira il Marco Aurelio d’Oro alla carriera, attribuito quest’anno all’Actors Studio, di cui Pacino è uno dei presidenti. La sera stessa Al Pacino incontra il pubblico e presenta “Chinese coffee”, il film inedito di cui è regista e protagonista. L’altro Marco Aurelio alla carriera andrà a Gina Lollobrigida per gli oltre sessant’anni di attività sui set.
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Non più figlia d’arte, come spesso si usa dire di chi è nel posto giusto per il motivo sbagliato, Maria Sole Tognazzi ci presenta una storia di amore adulto per adulti, per chi non si nasconde più sull’isola che non c’è ma vive in prima persona soprattutto l’abbandono, perché alla gioia ci sappiamo abituare tutti. E’ L’uomo che ama in uscita il 24 ottobre in tutte le sale italiane.
Due film italiani, in prima mondiale, apriranno e concluderanno il Festival Internazionale del Film di Roma, in programma dal 22 al 31 ottobre. Quello inaugurale sarà “L’uomo che ama” di Maria Sole Tognazzi con Monica Bellucci, Pierfrancesco Favino, Ksenia Rappoport e Piera Degli Esposti. Lo stesso giorno verrà proiettato, d’intesa con l’ONU, il film internazionale contro la povertà nel mondo, “Huit/Eight”, diretto da otto registi di fama, Jane Campion, Gael García Bernal, Jan Kounen, Mira Nair, Gaspar Noé, Abderrahmane Sissako, Gus Van Sant e Wim Wenders. Il film di chiusura, subito dopo la premiazione, sarà “L’ultimo Pulcinella”, con Massimo Ranieri, che Maurizio Scaparro ha tratto da un suo celebre testo teatrale ispirato a un’idea di Roberto Rossellini. L’altro Marc’Aurelio d’oro alla carriera, dopo quello ad Al Pacino e all’Actors Studio, verrà attribuito a Gina Lollobrigida per la sua felice attività nel cinema da oltre sessant’anni. Fra altri film italiani scelti per le varie sezioni del Festival figura anche “Il passato è una terra straniera” di Daniele Vicari con Elio Germano, Valentina Lodovini e Chiara Caselli.
Due film italiani, in prima mondiale, apriranno e concluderanno il Festival Internazionale del Film di Roma, in programma dal 22 al 31 ottobre.
Da oggi parte l’attessisimo Festival del cinema di Cannes che vedrà “sfilare” i protagonisti del grande schermo. Con grande stile sarà presente anche il cinema italiano, grande assente della passata edizione, quest’anno non solo è presente tra i 22 film in concorso, con “Gomorra” di Matteo Garrone ed “Il divo” di Paolo Sorrentino, ma figura anche tra gli Special Screenings con l’anteprima di Marco Tullio Giordana, “Sanguepazzo”. Ambientazione e protagonisti nostrani anche per The Palermo Shooting, film di Wim Wenders con Giovanna Mezzogiorno, inaspettata protagonista del festivla accanto ad un altra icona del cinema internazionale Monica Bellucci, che di Festival ne ha fatto indigestione. La giuria internazionale presieduta da Sean Penn farà parte anche l’italianissimo Sergio Castellitto. Per cominciare ci sarà “Blindness”, film di Fernando Meirelles con Gael Garcia Bernal, ispirato al romanzo “Cecita” di Josè Saramago.
Angelo Barbagallo presenta un film di Marco Tullio Giordana Sangue pazzo, con Monica Bellucci, Luca Zingaretti e Alessio Boni.
Monica Bellucci descrive così il suo primo incontro con Pierfrancesco Favino, avvenuto a Torino, sul set di “L’uomo che ama”, il film che Maria Sole Tognazzi ha cucito (scrivendolo insieme a Ivan Cotroneo) addosso all’attore romano, che lei chiama affettuosamente “Picchio”: «La sera prima ci siamo detti: “Ciao, piacere”; la mattina dopo eravamo a letto» - «Ci conosciamo da dieci anni, lui è molto amico di mio fratello Gianmarco», racconta la regista. «Mi sembrava perfetto come protagonista, ha la fisicità necessaria per rendere credibile il personaggio di un uomo che soffre per amore.
L’attrice di Città di Castello a Roma per presentare il suo nuovo film, un action-movie estremo e paradossale che la vede protagonista al fianco di un ferocissimo ex-cecchino dell’esercito, uno straordinario Clive Owen.