E Torino avrà il suo porto, ma solo per il cinema

E Torino avrà il suo porto, ma solo per il cinema

Giorno di inaugurazione per il nuovo Cineporto di Torino alla presenza delle autorità locali e nazionali. Invece domani 13 dicembre ci sarà la possibilità di visitarla da parte del pubblico. Questa è una vera e propria cittadella del cinema, casa per i produttori che sceglieranno la città ed il Piemonte per girare film e fiction.
Il più grande e attrezzato business center d’Europa, polivalente e dotato di tutti i servizi più moderni e tecnologicamente avanzati si trova in via Cagliari 41 ed è il risultato del recupero dell’ex cotonificio Colongo, una struttura industriale di inizio Novecento, dopo quattro anni di lavori che hanno mantenuto gli elementi strutturali originali come il tetto a “shed” o la base della vecchia ciminiera, la muratura perimetrale con mattoni a vista e i serramenti. Continua »

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Torino è pronto per accogliere la prima edizione di Cineshow

Torino è pronto per accogliere la prima edizione di CineshowUn battesimo d’eccezione all’ombra della Mole. È quello che ha accolto la prima edizione di CineShow, fiera italiana interamente dedicata al cinema, alla televisione e al multimedia, che animerà il Lingotto dal 18 al 20 novembre, e che è stata presentata oggi alla stampa all’interno di un’affollata conferenza presso il Museo del Cinema di Torino.
In quest’occasione - alla presenza di Nino Leanza, Presidente CineShow, Andrea Varnier, Direttore Generale Lingotto Fiere, Alessandro Signetto, Direttore Giornate Europee del Cinema e dell’Audiovisivo, Alberto Barbera, Direttore Museo Nazionale del Cinema, Davide Rossi, Presidente di Univideo e Fiorenzo Alfieri, Assessore alla Cultura della Città di Torino - è stato enucleato il ricco calendario di appuntamenti in programma.
In un convegno, “Cinema e brand si integrano”, proposto da Somedia-La Repubblica il 18 novembre, i registi Alessandro D’Alatri, Ricky Tognazzi, Luca Lucini e Stefano Salvati illustreranno le dinamiche delle prime integrazioni di marchi all’interno dei loro film. E molti saranno i brand italiani che racconteranno i risultati ottenuti attraverso la scelta di inserire il product placement nelle strategie di comunicazione e marketing delle loro aziende: da Martini&Rossi a Costa Crociere, da San Pellegrino Nestlè, a Golden Lady. Ma il product placement ha conosciuto anche nuove evoluzioni nell’era del web 2.0: ne discuteranno Sergio Cravero direttore marketing Alfa Romeo Gruppo Fiat e Layla Pavone presidente IAB Italia.
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Torino: convegno, “Cinema e brand si integrano

tognazziE’ tra gli incontri in calendario più attesi del prossimo CineShow - il primo salone professionale dedicato al cinema, alla televisione e al multimedia - in programma a Torino dal 18 al 20 novembre presso il Lingotto Fiere. A distanza di tre anni dal primo convegno svoltosi nel 2005, ecco una nuova occasione di incontro e dibattito sul product placement grazie al convegno “Cinema e brand si integrano” promosso da Somedia-La Repubblica, all’interno del quale autorevoli relatori (produttori, registi, pubblicitari, responsabili marketing e comunicazione) presenteranno dati, esempi, opinioni utili per approfondire i risultati delle prime integrazioni di marchi e prodotti nei film italiani. Grandi imprenditori e protagonisti della motion picture industry discuteranno dello sviluppo che questa forma di comunicazione ha avuto negli ultimi anni nel nostro Paese.
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Il museo nazionale del cinema rende omaggio a Robert Rossen

Pol Newman Rossen, arrivato ad Hollywood in qualità di sceneggiatore per registi come Le Roy, Walsh e Milestone, esordisce dietro la macchina da presa nel ’46 con il poliziesco A sangue freddo. Più interessante il film successivo Body and Soul, sul mondo del pugilato, primo esempio di quel realismo sociale che gli procurerà molti problemi durante il maccartismo. La sua appartenenza al partito comunista (dal quale si era staccato nel ’45) è la ragione della sua difficile vita produttiva. Nonostante i tre Oscar vinti con All the King’s Men, in cui si denunciano le malefatte dei politici in un contesto di sorprendente melodramma, è costretto all’esilio. In Italia dirige 1954 Mambo con Silvana Mangano e Vittorio Gassman e il film epico Alessandro il grande (1956). I film migliori arrivano alla fine della carriera, bruscamente interrotta dalla morte prematura. Caratterizzata dalla continua ricerca di nuovi modelli espressivi, pur restando all’interno dei generi classici da cui attinge lo schema. Lo spaccone (1961) e Lilith (1964) si ispirano, infatti, rispettivamente al noir degli anni Quaranta e al melodramma cupo e misterioso, ma impreziositi da una ricerca formale profonda e innovativa, grazie anche ad una fotografia più enigmatica e tesa.
La retrospettiva torinese prevede la proiezione di tutti i film diretti da Rossen, oltre che la proiezione dei due remake tratti da All the King’s Men.
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Al Cinema Massimo un tributo a Kurt Cobain

kurtcobLo spazio Crossroads di settembre al Cinema Massimo propone il consueto appuntamento con il rockumentary. Il grande protagonista, questa volta, è Kurt Cobain, l’indimenticabile leader dei Nirvana, che – dopo la morte – è assurto a simbolo dell’intero movimento grunge. La sua figura è rievocata dal documentario Kurt Cobain. About a Son di AJ Schnack, presentato alla Festa di Roma del 2006 e mai distribuito in Italia. Il mito di Cobain popola da tempo l’immaginario dei cineasti. Gus Van Sant, ad esempio, ha costruito proprio su Cobain il personaggio di Blake, protagonista di Last Days (2005), uno dei film più sperimentali e interessanti sul mondo della musica rock. Kurt Cobain Seattle 5 aprile.
1994 aveva costituito i Nirvana nel 1987 con Krist Novoselic e in due anni la band era diventata uno dei gruppi leader della scena musicale grunge di Seattle.
Nel 1991 l’uscita del singolo Smells Like Teen Spirit aveva segnato l’inizio di una decisa svolta della musica rock , che cominciò ad allontanarsi dai generi egemoni degli anni Ottanta e a indirizzarsi verso l’alternative rock.
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Inaugurata la nuova sede della Bibliomediateca del Museo Nazionale del Cinema

Inaugurata la nuova sede della Bibliomediateca del Museo Nazionale del CinemaIl Museo Nazionale del Cinema inaugura e apre al pubblico la nuova BIBLIOMEDIATECA “Mario Gromo”, situata in via Matilde Serao 8/A a Torino, che si arricchisce di nuovi spazi e di nuove tecnologie, con servizi aggiornati e sensibili alle esigenze e agli interessi di ogni tipo di pubblico. Su una superficie di oltre 800 mq trovano posto, oltre agli archivi per la conservazione dei materiali delle collezioni, la grande sala consultazione con postazioni per la lettura attrezzata con PC per ricerche e consultazioni video, e una sala incontri polifunzionale da 50 posti, destinata ad ospitare presentazioni di libri, seminari, laboratori didattici e altre iniziative in collaborazione con Enti ed Istituzioni.

La Bibliomediateca costituisce uno dei centri di documentazione sul cinema e la fotografia più ricchi e prestigiosi sul piano europeo per la vastità e la varietà del suo patrimonio, che comprende libri, riviste, cataloghi, fumetti,sceneggiature, materiali archivistici e film su supporto video e digitale. Consta attualmente di oltre 28.000 volumi e 100.000 fascicoli di riviste, mentre l’Archivio, con i suoi 7.500 fascicoli, conserva i fondi delle più grandi case di produzione del cinema muto italiano. Alla Biblioteca, si aggiunge ora una Videoteca dotata di 11.000 titoli e una Fonoteca con 1.900 registrazioni sonore cinematografiche.
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A Torino arriva Segre: “morire di lavoro”

morire di lavoroIn programma dal prossimo 22 Aprile nelle sale di Torino sarà proiettato il film documentario di grande attualità “morire di lavoro”. Una forte denuncia che riguarda un tema sociale attuale e scottante sulle morti bianche, spesso e volentieri causate dalla mancanza di rispetto per le norme di sicurezza, in un paese come il nostro dove il lavoro sembra essere diventato un privilegio per pochi, e pur di averlo siamo disposti a scendere ad ogni compromesso nell’indifferenza totale del mondo politico. Il regista Daniele Segre vuole far riflettere tutti sul destino di alcuni lavoratori e delle loro famiglie, per non dimenticare che in Italia ogni giorno muoiono circa 4 persone sul lavoro! Torino non poteva saltare l’appuntamento dopo la tragedia della Thyssenkrupp cha ha sconvolto tutti. La programmazione nelle sale non è stata ancora pianificata ma si spera che possa arrivare quanto prima e magari entrare nelle case di tutti attraverso il piccolo schermo.

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