A Trento il Festival a costo Zero

A Trento il Festival a costo Zero
Trento parte da una nobile causa, pragmatica e necessaria alla sussistenza del cinema giovane. Il suo Festival CinemaZero 2008, in programmazione il 26 e il 27 novembre, mette in premio non delle somme in denaro ma il corrispettivo in attrezzature tecniche, biglietto a/r per raggiungere il luogo della premiazione e il relativo pernottamento. Sia il Premio della Giuria critica che quello del pubblico tendono a privilegiare gli autori giovani venendo in contro alle loro esigenze contingenti e materiali, così da facilitarne alcune aspetti di una passione spesso limitata dalle scarse possibilità finanziarie. Il cinema costa, è un fatto risaputo, a qualsiasi livello, dal cinema indipendente ai cortometraggi e a maggior ragione quello delle major internazionali. Spesso la qualità è subordinata alle possibilità economiche dei cineasti. Continua »

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Mimmo Calopresti a Cinemazero

Mimmo Calopresti a CinemazeroIl regista Mimmo Calopresti sarà presente all’Aula Magna Centro Studi per la proiezione speciale del suo ultimo lavoro, La fabbrica dei tedeschi, che sarà in programmazione nelle sale di Cinemazero dal 14 ottobre.
Il film - presentato nella giornata dedicata dalla Mostra del cinema di Venezia al dramma delle morti sul lavoro - racconta la tragedia della ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni di Torino avvenuta nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, quando un incendio divampò e sette operai persero la vita. Un incidente fatale, che si poteva evitare, se fossero stati effettuati i controlli e una manutenzione regolari. Il regista ha il pregio di restituire al meglio lo strazio per quelle vite spezzate, il dolore muto delle mogli, dei genitori e dei figli per una perdita di cui ancora devono elaborare il lutto e per tali ragioni La fabbrica dei tedeschi sembra davvero essere riuscito nel suo intento.

Domenica 12 ottobre Calopresti dialogherà con il pubblico di Cinemazero prima e dopo la proiezione del film, che sarà l’occasione per aprire un dibattito su un tema così attuale come quello della sicurezza sul lavoro.

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Ai nastri di partenza la 27esima edizione delle Giornate del Cinema Muto

Ai nastri di partenza la 27esima edizione delle Giornate del Cinema MutoNel 1982 si tenne la prima edizione delle Giornate del Cinema Muto, Cinemazero presentò presso l’Aula Magna del Centro Studi di Pordenone la collezione di film di Max Linder della Cineteca del Friuli.
Intitolata “Le roi du rire: alle origini del cinema comico”, doveva trattarsi di una rassegna una tantum… e invece eccoci oggi, Ottobre 2008, alla 27esima edizione.
Si, perchè la prima edizione fu notata dal decano degli storici italiani di cinema, Davide Turconi, che propose subito la seconda edizione. E così di anno in anno, Le Giornate del Cinema Muto, è diventato sempre più un evento importante. Davide (classe 1911) è stato direttore delle Giornate fino al 1989, continuando a far parte del consiglio direttivo fino al 1998. Dal 1999 al 2005, anno della sua morte, è stato presidente onorario del festival. A partire dall’edizione del 1997 le Giornate sono dirette dal critico e storico cinematografico inglese David Robinson.

Questa edizione, la 27esima appunto, si terrà a Pordenone dal 4 all’11 ottobre.
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Pupi Avati ospite a Cinemazero

Pupi Avati ospite a CinemazeroReduce dai successi della Mostra del Cinema di Venezia, dove il suo ultimo film, Il papà di Giovanna, si è conquistato il premio per la migliore interpretazione maschile grazie al talento dell’attore protagonista Silvio Orlando, arriva a Pordenone il regista Pupi Avati, che incontrerà il pubblico di Cinemazero giovedì 25 settembre in SalaGrande.

Il regista, dopo la premiazioni alla 65ma Mostra del Cinema di Venezia, per Il papà di Giovanna, ha ricevuto un biglietto, scritto a mano, pieno di elogi e di congratulazioni. L’autore? Un fan che risponde al nome di John Landis, membro della giuria. Pensiero significativo, più emozionante di mille premi. Un gesto che la dice lunga sulla capacità del regista bolognese di incantare anche stavolta con un racconto che parla italiano, ma che sa essere declinato in mille altre lingue.
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