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La Grande Guerra torna a Venezia. Biglietti gratuiti

La Grande GuerraA 50 anni di distanza dal Leone d’oro (ex aequo con Il generale Della Rovere di Roberto Rossellini) ritorna alla Mostra di Venezia il capolavoro di Mario Monicelli La grande guerra. Il film nominato all’Oscar e interpretato da Alberto Sordi e Vittorio Gassman, sarà proiettato il 1° settembre all’Arena di Campo San Polo di Venezia, un giorno prima dell’inaugurazione della Mostra Internazionale d’Arte cinematografica, nella sua versione lunga e restaurata, alla presenza del maestro 94enne Mario Monicelli.
Una serata speciale che vedrà non solo la proiezione gratuita del capolavoro del grande regista, ma anche un incontro aperto con il pubblico e la cerimonia di pre-apertura del Festival di Venezia che il giorno dopo aprirà ufficialmente i battenti al Lido.
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La Cineteca Nazionale collabora per la rassegna del Futurismo nel Cinema

La Cineteca Nazionale collabora per la rassegna del Futurismo nel CinemaLa Cineteca Nazionale collabora alla rassegna Futurisme et cinéma che avrà luogo al Centre Pompidou di Parigi dall’8 al 17 dicembre 2008; in particolare i film della Cineteca saranno proiettati nella sezione Esthétique du mouvement et mythologies de la modernité (8-15 ottobre).

Tra i film messi a disposizione: Excelsior di Comerio, Il ventre della città di Di Cocco, Cantieri dell’Adriatico di Barbaro, oltre ad una selezione di filmati di Fregoli.

Programma della rassegna sul sito del Centre Pompidou.

La rassegna si svolge in concomitanza con la grande mostra Le Futurisme à Paris, Une avant-garde explosive, che comincerà il 15 ottobre per terminare il 26 febbraio 2009.

Fonte: Cineteca Nazionale

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Il museo nazionale del cinema rende omaggio a Robert Rossen

Pol Newman Rossen, arrivato ad Hollywood in qualità di sceneggiatore per registi come Le Roy, Walsh e Milestone, esordisce dietro la macchina da presa nel ’46 con il poliziesco A sangue freddo. Più interessante il film successivo Body and Soul, sul mondo del pugilato, primo esempio di quel realismo sociale che gli procurerà molti problemi durante il maccartismo. La sua appartenenza al partito comunista (dal quale si era staccato nel ’45) è la ragione della sua difficile vita produttiva. Nonostante i tre Oscar vinti con All the King’s Men, in cui si denunciano le malefatte dei politici in un contesto di sorprendente melodramma, è costretto all’esilio. In Italia dirige 1954 Mambo con Silvana Mangano e Vittorio Gassman e il film epico Alessandro il grande (1956). I film migliori arrivano alla fine della carriera, bruscamente interrotta dalla morte prematura. Caratterizzata dalla continua ricerca di nuovi modelli espressivi, pur restando all’interno dei generi classici da cui attinge lo schema. Lo spaccone (1961) e Lilith (1964) si ispirano, infatti, rispettivamente al noir degli anni Quaranta e al melodramma cupo e misterioso, ma impreziositi da una ricerca formale profonda e innovativa, grazie anche ad una fotografia più enigmatica e tesa.
La retrospettiva torinese prevede la proiezione di tutti i film diretti da Rossen, oltre che la proiezione dei due remake tratti da All the King’s Men.
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“Schermi di Piombo” alla cineteca di Roma dal 25 Aprile

piomboSara’ il cinena Trevi di Roma ad ospitare, a partire dal 25 aprile fino al primo giugno, “Schermi di piombo”. Il “terrorismo nel cinema italiano”, la grande retrospettiva della Cineteca Nazionale curata da Sergio Tuffetti, Domenico Monetti e Luca Pallanch. Nel corso della rassegna saranno presentate le pellicole che hanno affrontato tematiche quali violenza politica, lotta armata, trame nere, attentati, sequestri, attacchi al “cuore dello Stato”, bombe, servizi segreti deviati e golpe. Da “La macchina ammazzacattivi” di Roberto Rossellini (1948), fino a “Guido che sfido’ le Brigate Rosse” di Giuseppe Ferrara (2007), passando per “Maledetti, vi amero’” di Giordana (1980) o “La tragedia di un uomo ridicolo” di Bertolucci (1981). Ideale prosecuzione della rassegna “Schermi in fiamme. Il cinema della contestazione”, la retrospettiva cerchera’, in particolare, di far riemergere pellicole dimenticate, alcune praticamente invisibili o mai uscite se non in festival, tra cui “Il ragazzo di Ebalus” di Giuseppe Schito (1984), “W Verde” di Ennio Marocchini (1987) e “L’uscita” di Marco Leto (1988). Un fitto ciclo di incontri, su temi quali il caso Moro, il ‘77, il terrorismo tra cinema e narrativa, o le identita’ generazionali – punteggera’ la rassegna (e vedra’ le presenze di storici, scrittori, giornalisti, critici cinematografici, registi, produttori, sceneggiatori e attori). Il quadro che la retrospettiva traccera’ sara’ approfondito, inoltre, in un convegno organizzato dall’Universita’ Roma Tre e dalla Cineteca Nazionale, programmato per la giornata dell’8 maggio.

www.movies.yahoo.it

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