Il 14 agosto torna l’incantesimo delle Cronache di Narnia

Il 14 agosto torna lLFinalmente tornano nelle nostre sale cinematografiche i personaggi della fantasia senza tempo di C.S. Lewis che prendono vita ancora una volta nel nuovo episodio della serie “Le cronache di Narnia. Il Principe Caspian”, in cui i fratelli Pevensie sono ancora magicamente trasportati dall’Inghilterra al mondo di Narnia, dove avevano combattuto la guerra contro Jadis e la Strega Bianca. Questa volta li attende un’emozionante e rischiosa avventura e la loro fede e il loro coraggio saranno messi alla prova ancora più duramente.

E’ trascorso un anno dagli incredibili eventi narrati ne “Il leone, la strega e l’armadio” e i re e le regine di Narnia si ritrovano nel fantastico regno lontano, solo per scoprire che sono trascorsi più di 1300 anni nel tempo di Narnia.

Durante la loro assenza l’Età d’oro di Narnia è finita, Narnia è stata conquistata dai Telmarini ed ora è sotto il controllo del malvagio re Miraz (interpretato dal bravissimo Sergio Castellitto), e dal perfido capo dell’esercito dei Telmarini (interpretato da Pierfrancesco Favino).

Starà ai 4 fratellini Peter, Susan, Edmund e Lucy, un tempo re e regine di Narnia a combattere per far tornare a rivivere il regno incantato di Narnia.

Il film è distribuito dalla Buena Vista International

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Favino al Giffoni Film Festival: grande differenza tra cinema italiano e straniero

Favino al Giffoni Film Festival: grande differenza tra cinema italiano e straniero“Se ho incontrato difficoltà a lavorare in una mega produzione americana come ‘Le cronache di Narnia’? Onestamente no, anzi, ho più difficoltà a lavorare in Italia, dove per prepararti a un ruolo devi contare solo su te stesso, mentre in America ti mettono in condizioni di fare qualsiasi cosa, anche combattere a cavallo con una spada che pesa in quintale, seguendoti passo passo”.
Questo è Pierfrancesco Favino, ospite ieri 23 Luglio al GFF. Tra i più apprezzati volti della nuova generazione di attori italiani, ha sottolineato, senza peli sulla lingua e nessuna vena polemica, le differenze, tra il cinema italiano e quello straniero.
“Il lavoro di ricerca e preparazione, in Italia, è in gran parte affidato alla libera iniziativa di noi attori. Fatico molto di più quando lavoro qui. Per le produzioni americane è prassi, invece, fornire le condizioni migliori per calarsi in un personaggio. Più è elaborata la preparazione e complesso il personaggio, più le produzioni sono attente ai minimi dettagli. È una forma di rispetto nei confronti del pubblico. In Italia, invece, ci si affida al talentaccio, all’improvvisazione e all’iniziativa personale”.
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