Martin Scorsese e il documentario su Bill Clinton

 

La notizia è ufficiale: Martin Scorsese è pronto a girare un documentario sull’ex Presidente americano Bill Clinton. Il motivo è legato fondamentalmente al fatto che è comunque una figura di importanza mondiale notevole, che va conosciuta fino in fondo. Del resto, il regista non è nuovo ad esperimenti del genere, seppure per altri tipi di personaggi, altrettanto noti. Ha già lavorato su artisti come Bob Dylan e l’ex Beatles George Harrison. In questo caso, tra l’altro, potrà contare sulla totale cooperazione dell’ex Capo di Stato, nell’ambito del progetto in collaborazione con l’emittente via cavo HBO.

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Moore a nord e Stone a sud: le nuove coordinate del cinema americano

 Ben 2 documentari stanno caratterizzando le ultime giornate veneziane. Da una parte il nuovo lavoro del piacione Michael Moore Capitalism: a love story, che critica il sistema capitalistico statunitense, dall’altra Southland border di Oliver Stone, un ritratto inedito del presidente venezualano Chavez e del nuovo corso politico, economico e sociale dell’America Latina.
L’autore di Sicko, presente ieri sera in Sala Grande, ha puntato il suo obbiettivo sulle malefatte del capitalismo selvaggio, dei crack bancari, dei ricchi che non si accontentano della loro ricchezza e rubano ai poveri e su come questa situazione è stata alimentata dal’interno del paese. Uno sguardo feroce e al contempo fin troppo semplificato, ma lui dice che è voluto, così da riuscire a spiegare anche ai bambini di due anni cosa c’è che non va. Il gioco funziona, come sempre con Moore, ma sicuramente la visione è parziale e partigiana. Il film è in concorso: chissà se bisserà il successo di Fahrenheit 9/11 che vinse a Cannes.

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