Quando tutto cambia: la commedia sentimentale dell’anno

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Il desiderio di maternità. La voglia di rifarsi una vita. La tentazione di andare oltre. Se stessa, prima di tutto.
Quando tutto cambia è prima di tutto un febbrile dizionario amoroso, pensato, realizzato e declinato interamente sul corpo e sull’anima di Helen Hunt.

Un film omaggio? No, molto di più. Un’opera in cui scalcia un vissuto da pelle d’oca. Nessun rimasticamento, nessun patto, nessun filtro.
Helen Hunt è stata lontana dal cinema qualche anno. L’abbiamo vista di recente in “Bobby”, ma si è trattato di una brevissima parentesi.
La verità è che dopo straordinari successi come “Qualcosa è cambiato” e “What Women Want”, ha voluto dire la sua. Dirigendosi, certo, e ancor di più mettendosi in scena con una sincerità quasi imbarazzante.
La Pellicola è stata presentata per la prima volta lo scorso settembre al Toronto Film Festival, inoltre ha fatto conquistare ad Helen Hunt un premio come Regista Rivelazione dell’Anno agli ShoWest Award 2008.

Quando tutto cambia parla di Helen. E lo fa dalla prima sequenza, mettendo in scena le sue rughe, i suoi sguardi, il suo modo di vedere e vivere il mondo.
Un film coniugato al passato e al presente, ma lanciato come una scheggia verso il futuro.

La Hunt rielabora con sintesi fulminanti le prime esperienze anni Novanta (“Mr. Roberts”, “Innamorati pazzi”), agganciandosi alla sintassi corale altmaniana (“Il Dottor T. e le donne”) e costruendo un luna park di riferimenti agli altri grandi registi che l’hanno diretta (pensiamo all’Allen de “La maledizione dello scorpione di giada” e allo Zemeckis di “Cast Away”).
Dopo aver ammaliato il pubblico di tutto il mondo con la caparbietà indomita della Darcy di “What Women Want” e la tenerezza della Carol di “Qualcosa è cambiato” (interpretazione che le è valsa l’Oscar come migliore attrice protagonista), era arrivato il momento di qualcosa di completamente diverso.

Un film in cui resettarsi, mostrandosi al pubblico in tutto e per tutto.
E’anche per questo che Quando tutto cambia sa di confidenza, di diario strappato alle viscere più segrete dell’intimità, di confessione a cuore aperto.
Il miracolo registico di Helen? Quello di tenersi lontana da ogni tentazione narcisistica. E di parlare di tutti. Di se stessa, in primis, degli uomini, dei rapporti, dei naufragi d’amore, di madri assenti e di figlie abbandonate.
Frammenti di storie e di errori, di addii e di ripartenze, messe in scena con una generosità straordinaria e con lo sguardo di una donna che è un mondo sommerso pieno zeppo di cose.

Cast delle grandissime occasioni: accanto alla Hunt, segnaliamo una folgorante Bette Midler nei panni della madre, un ritrovatissimo Matthew Broderick e un sempre intenso Colin Firth.
La commedia sentimentale rinasce da qui.

Appuntamento dunque in sala a partire da oggi venerdì 6 giugno.

Distribuisce Medusa.

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