La babilonia del futuro ce la racconta Mathieu Kassovitz nel suo Babilonia A.D tratto dal romanzo fantasy noir Babylon babies dello scrittore francese Maurice G. Dantec.
Prossimamente nelle sale italiane, dal 24 ottobre, l’ultimo film del regista de L’odio e di Fiumi di porpora, nonchè attore e scrittore anch’egli, vede come protagonista un Vin Diesel sempre più calato nella parte dell’eroe testosteronico ma con quell’accenno di passione e sentimento che lo allontana dal genere Stallone/Schwarzenegger.
Lo statuario protagonista Toorop (Vin Diesel) ha combattuto molte battaglie ed è sopravvissuto alle guerre che devastano il mondo dall’inizio del 21° secolo. La Mafia che controlla l’Europa dell’Est affida a questo mercenario un incarico ad alto rischio: scortare una misteriosa giovane donna di nome Aurora (Mélanie Thierry) da un monastero in Mongolia fino al cuore di Manhattan. La ragazza che ha appena compiuto 18 anni, è nata nel monastero e non ne è mai uscita, sempre sorvegliata a vista dalla sua tutrice Suor Rebecca (Michelle Yeoh). Toorop sa che la ragazza è “speciale”: già all’età di 2 anni sapeva parlare 19 lingue diverse e adesso, raggiunta la maggiore età ha iniziato a sviluppare capacità paranormali di preveggenza. Per assicurarsi che la ragazza arrivi a Manhattan sana e salva, Toorop dovrà far sì che abbia il minor numero di contatti possibili con il mondo esterno. Il compito si rivela più difficile del previsto. Ci sono persone che hanno buoni motivi perché Aurora non arrivi viva negli Stati Uniti.
Un film, a detta del suo regista, di fantascienza low tech, dove l’utilizzo di effetti speciali ad alta definizione, la visione di un futuro ipertecnologico e di trovate sceniche ad alta intensità resta comunque in un cono d’ombra rispetto al plot narrativo.

Moviemax

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