Una Stella visibile solo ai maggiori di 14 anni

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Si cerca sempre di non entrare nel merito di certe decisioni, quando non si ha una conoscenza diretta dei fatti in questione, si può solo riportare una notizia così come la conosciamo. opinioni personali a parte, la notizia è il divieto per i minori di 14 anni deciso dalla terza sessione della commissione per la censura applicato al film dell’esordiente Sylvie Verheide dal titolo Stella. La Sacher di Nanni Moretti che distribuisce il film in Italia, ha deciso di ricorrere in appello, sperando di ricevere una risposta in tempi brevi. Conta sui pareri favorevoli di quanti hanno già visto il film e ne hanno dato opinioni positive, come il giornalista di Repubblica, nonché scrittore e cosa più importante docente di lettere Marco Lodoli che consiglia vivamente la visione di questo film a tutti gli adolescenti, tutti quei ragazzi che vivono ancora nella convinzione di poter abbandonare la scuola o di poter trovare fortuna e carriera facile e già pronto senza metterci un pò del proprio impegno. Ma forse dovrebbero vederlo soprattutto gli insegnanti e i genitori di questi ragazzi, che sono i soli a poter insegnare loro quale sia la strada migliore per non perdersi e non perdere delle occasioni di maturazione e di indipendenza.
La storia è quella di una ragazzina francese della metà degli anni settanta, stella, appunto, che si ritrova a frequentare una scuola media prestigiosa e nella quale non riesci a sentirsi a proprio agio. Conoscerà qui, per pura casualità la sua migliore amica, figlia di esuli argentini. La sua vita scorre tra le incomprensioni a scuola, una famiglia sgangherata e poco attenta alle sue esigenze, e la scoperta continua di un altro mondo che gravita intorno a lei ma che non riesce a capire e in cui non riesce a ritrovarsi.
La mia opinione? La censura chiude gli occhi e le coscienze che invece avrebbero bisogno solo di essere accompagnate alla scoperta di ciò che non sappiamo o non comprendiamo, da mani esperte. Questo cammino condiviso ci fa diventare adulti, quella ci trasforma i bambini paurosi e diffidenti.

Articolo a cura di Luca Lupo

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