L’operazione Valchiria poteva salvare il mondo

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27 gennaio, e la memoria ci aiuta a non dimenticare cià che è accaduto in Europa ormai sessant’anni fa. Il cinema ci aiuta a ricordare che non tutti erano impazziti, c’era chi ha cercato inutilmente di porre fine a quella barbarie, a quel sogno purificatore di un freddo e lucido statista dell’orrore. Questa in sintesi la trama del film Operazione Valchiria del regista Bryan Singer, interpretato da un Tom Cruise particolarmente credibile. Un film importante per la testimonianza di valore di alcuni protagonisti della seconda guerra mondiale, anche all’interno delle gerarchie tedesche, con un cast importante; oltre Cruise ci sono, Kenneth Branagh, Terence Stamp, Bill Nighy e Carice van Houten.
Tratto da una stupefacente storia vera, Operazione Valchiria è la cronaca del coraggioso e ingegnoso piano per eliminare uno dei più perversi tiranni che il mondo abbia mai conosciuto.
Orgoglioso della divisa che indossa, il colonnello Stauffenberg (Cruise) è un ufficiale leale che ama
il suo paese, ma che è stato costretto ad assistere con orrore all’ascesa di Hitler e alla Seconda guerra mondiale. Ha continuato a servire nell’esercito, sempre con la speranza che qualcuno trovasse il modo per fermare Hitler prima che l’Europa e la Germania fossero distrutte. Quando si rende conto che il tempo stringe, Stauffenberg decide di entrare in azione e nel 1942 cerca di persuadere i comandanti del fronte orientale a rovesciare Hitler. Poi, nel 1943, mentre si sta riprendendo dalle ferite subite in combattimento, si unisce a un gruppo di uomini inseriti nei ranghi del potere che cospirano contro il tiranno. La loro strategia prevede di usare lo stesso piano di emergenza di Hitler per consolidare il paese nell’eventualità della sua morte – l’Operazione Valchiria – per assassinare il dittatore e rovesciare il governo nazista. Con il futuro del mondo e il destino di milioni di persone, oltre alla vita della moglie e dei figli, appesi a un filo, Stauffenberg da oppositore di Hitler diventa l’uomo che deve uccidere Hitler.

L’idea del film è nata da un viaggio di lavoro nell’inverno del 2002 dello sceneggiatore Christopher McQuarrie a Berlino e, durante un giro in città, è capitato in Stauffenbergstrasse, la strada dedicata al combattente della Resistenza tedesca Claus von Stauffenberg. Qui ha trovato il Bendlerblock, sito di un monumento alla Resistenza tedesca che McQuarrie ha trovato molto commovente. “Berlino è una città di monumenti”, disse la guida a McQuarrie, “ma questo è l‘unico monumento ai Tedeschi che hanno combattuto nella Seconda guerra mondiale”. “Ovviamente ho voluto saperne di più”, dice McQuarrie. “Era una storia che molta gente fuori dalla Germania non aveva mai saputo. Una storia che rivelava come non tutti i Tedeschi sostenevano Hitler, c’erano tanti oppositori, anche nell’ambiente militare, che hanno avuto il coraggio di ribellarsi e dire no. Più mi documentavo più sentivo che sarebbe stato un film fantastico”.

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