“Le donne del sesto piano”e l’evoluzione di un mondo nascosto

di Francesca Commenta

La divisione sociale c’era e si nota sin da subito anche nel lungometraggio. Del resto pure l’architettura delle costruzioni parigine, negli Anni Cinquanta, rendeva molto chiara tale tipo di differenza tra i cittadini. I ricchi potevano permettersi la servitù che la sera si rifugiava in anguste stanze poste nel sottotetto. Un tipo di argomento abbastanza caro ai “cugini d’Oltralpe” che più di una volta ne hanno preso spunto per qualche film.Ora ci pensa Philippe Le Guay a rispolverare il tema e lo fa con un lavoro già presentato fuori concorso all’ultimo festival di Berlino. Si parla quasi esclusivamente di ragazze spagnole ne “Le donne del sesto piano” sin dall’inizio quando si assiste al “cambio della guardia” tra la vecchia domestica dei Joubert che lascia il posto e involontariamente fa spazio ad una cameriera tutto pepe.

Lei ce la fa a farsi strada ben presto nel cuore dei Joubert, nonostante qualche innegabile pecca. A colpire però è soprattutto il sesto piano dove vive tra allegria e divertimento con altre donne tutte straniere. Qui vengono fuori caratteri, vizi e virtù un pò di tutti. Quello che si tende ad evidenziare sia a livello più intimistico che estetico, sono i profondi contrasti presenti, che sono poi quelli che tutt’ora si riscontrano nella società. Un messaggio recepito bene con la sceneggiatura il regista e Jérôme Tonnerre.

 

Ben presente il ruolo chiave delle donne che rappresentano sempre il perno dei cambiamenti e dell’evoluzione delle storie viene fuori. L’arte della conquista e la seduzione, ovviamente, non possono mancare anche se la signora Joubert non si accorge che il marito potrebbe interessarsi non soltanto alla facoltose e intraprendenti sue clienti, ma soprattutto alla carina Maria. Il percorso di unione e divisione fra le persone è però, come nella realtà, prima di tutto esistenziale, un fattore che dal film si nota in tutte le sue sfumature. Si tratta di una commedia piacevole che ha grande capacità di raccontare il confronto tra due mondi che si incontrano ogni giorno che dovrebbero essere opposti, ma trovano il modo di incontrarsi.

 

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