Bérénice Marlohe, pronta a stupire i fans di 007

di Francesca Commenta

 

Bérénice Marlohe, per metà francese e metà cambogiana, ha una bellezza particolare che non passa inosservata, tanto da averla portata ad essere scelta per interpretare la parte, invidiatissima, della nuova Bond Girl nell’ultimo  film di 007 in uscita il 31 ottobre. Il titolo è  “Skyfall” e per la prima volta reciterà in inglese. In passato, infatti, non ha mai tradito la sua lingua ed ha preferito il francese che è la sua lingua madre, ma per un lungometraggio così famoso le regole sono ben diverse. L’attenzione è tutta puntata su di lei e sul suo personaggio e coglie l’occasione per raccontare di essere diventata ambassador Omega.

Certo, per quanto la sua carriera sia stata di livello, questa volta ha proprio fatto centro ed, infatti, è davvero entusiasta di aver vestito i panni di una figura storica come quella della Bond Girl. A Tgcom, infatti, ha confermato la gioia per aver firmato una pagina importante di questa saga.

Avevo già iniziato a viaggiare alla volta di Hollywood perché realmente attratta dai film girati al di fuori della Francia; ero comunque a Parigi in attesa del visto per gli USA quando sentii che stavano facendo un casting per James Bond. Cercando il contatto, riuscii a trovare l’email della direttrice del casting. Le mandai il mio book e mi fissò un’audizione a Parigi per provare 2 scene di Skyfall; mi chiamarono poi per una seconda audizione a Londra, col regista Sam Mendes. Anche la terza e decisiva audizione venne fatta sempre a Londra, con Mendes, Daniel Craig e i produttori.

Insomma non aveva problemi di autostima questa giovane e bella ragazza che sapeva di essere quella giusta per il nuovo ruolo: 

sono una perfezionista e lavoro sempre molto per un’audizione e, per questa in particolare, sentii di avere realmente una chance perché in perfetta simbiosi coi film di James Bond. E perché la produzione, Sam Mendes e Daniel Craig hanno entrambi riconosciuto di avere veramente apprezzato il mio modo di recitare durante l’audizione. Loro vivono i film di James Bond come stessero parlando della famiglia, e ho capito perché: ogni persona coinvolta nel progetto è professionale e al contempo umana e gentile: è come lavorare ogni giorno per 6 mesi con gli amici più intimi. E questo senza dubbio è il migliore ricordo che ho.

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