Checco Zalone, il campione d’incassi Quo Vado spacca la critica

di Pina Commenta

Quo Vado, l’ultimo film di Checco Zalone ha debuttato nelle sale il primo gennaio e si è capito subito che eravamo di fronte ad un fenomeno. La sua comicità è travolgente anche se secondo tanti critici tutto il successo ai botteghini è inspiegabile visto che si è persa la verve del primo Checco. 

Al centro del film di Zalone c’è l’attaccamento italico al posto fisso, quel rassicurante posto di lavoro che garantisce a tanti d’imboscarsi tra i nullafacenti in attesa di San Paganino. E stando alle ultime notizie di cronaca, dal licenziamenti dei furbetti del comune ligure, fino alle critiche agli statali, si può dire che mai nessun tema fu più azzeccato. La critica che ha osannato la raffigurazione di un’Italia sempre a metà tra il perbenismo e la voglia di ribellarsi, è stata lucida nel definire Luca Medici in arte Checco Zalone, un po’ sottotono rispetto alle commedie della prima ora. In fondo siamo già al quarto capolavoro.

La trama riassunta da Paola Casella

quovado

Checco è stato allevato dal padre con il mito del posto fisso. A quasi 40 anni vive quella che ha sempre ritenuto essere la sua esistenza ideale: scapolo, servito e riverito dalla madre e dall’eterna fidanzata che non ha alcuna intenzione di sposare, accasato presso i genitori, assunto a tempo indeterminato presso l’ufficio provinciale Caccia e pesca, dove il suo incarico consiste nel fare timbri comodamente seduto alla scrivania. Ma le riforme arrivano anche per Checco, e quella che abolisce le province lo coglie impreparato: il suo status di single relativamente giovane lo rende idoneo alla richiesta “volontaria” delle dimissioni, a fronte di una buonuscita contenuta. Ma Checco, consigliato dal senatore che l’ha “sistemato”, non cede alle richieste della “liquidatrice”, la granitica dirigente Sironi e lei, al fine di liberarsene, lo spedisce in giro per tutta l’Italia, nelle sedi più disagiate e scomode. Checco si adatta e non molla. Alla Sironi non resta che tentare un’ultima carta: mandare l’impiegato al Polo Nord, in mezzo alle nevi perenni e agli orsi bianchi. Per fortuna al Polo c’è anche Valeria, una ricercatrice di grandi ideali e di larghe vedute che cambierà il destino del nostro eroe e gli farà scoprire i piaceri (e le responsabilità) di una vita civile.

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