Il JFF Plus Festival affronta il tema della terza età in pellicole tutte da scoprire

di isayblog4 Commenta

 

JFF Plus Online Festival ha rivoluzionato il Japanese Film Festival così come lo conoscevamo. Qualcosa che non è di certo cambiato sono la delicatezza e la capacità con le quali, attraverso le pellicole vengono affrontati temi importanti, come quelli legati alla terza età.

La figura dell’anziano nella cultura giapponese è rispettata in modo particolare: il 15 settembre si celebra infatti il Keirō no Hi– il giorno degli anziani. Il rapporto degli anziani con il mondo, la loro saggezza e le loro problematiche sono un tema caro a diversi registi giapponesi che hanno amato e che amano ancora portare sul grande schermo le loro storie.

Il JFF Plus da spazio quest’anno a diverse pellicole che mettono la terza età al centro dell’attenzione: Ecotherapy-Getaway Holiday (2014) di Okita Shuichi, 0.5mm (2014) di Ando Momoko e il documentario Peace (2010) di Soda Kazuhiro.

  • Ecotherapy-Getaway Holiday è una commedia dove viene espressa tutta l’inventiva e la vitalità che le donne della terza età posseggono in ogni momento, anche e soprattutto quando si trovano in difficoltà.  La trama è molto semplice: un gruppo di sette donne in gita in montagna si perde nei boschi a causa di una guida, ovviamente di sesso maschile, che non sa fare il suo lavoro. Tra una battuta e l’altra il messaggio che si vuole dare è quello di non sottovalutare le donne come accade di norma in Giappone quando le stesse arrivano ad una certa età, ma di imparare dalla loro capacità di farsi valere e accettare tutti quei lati positivi dell’età che avanza come il tempo libero, il potersi dedicare ad hobby e passioni. Ma allo stesso tempo dimostrare, attraverso le proprie fragilità, quanto possano essere speciali.
  • 5mm (2014) di Ando Momoko parla invece di un aspetto dell’anzianità molto diverso: il film affronta infatti la disperazione dell’età che avanza, quell’impossibilità di raggiungere una qualità di vita che cammini di concerto ai desideri provati. La pellicola vede Sawa, badante di alcuni anziani, perdere il lavoro per un evento improvviso. Nella disperazione, rimasta senza una casa e non sapendo cosa fare, la giovane inizia ad “adescare” i suoi clienti per la strada offrendosi come badante notturna. L’aggressività con la quale Sawa si propone spesso produce nei suoi assistiti un ritorno alla vita e un risveglio di pulsioni che sembravano ormai sopite. Una trama interessante che affronta uno dei temi più preoccupanti del Giappone: la probabile futura mancanza di badanti e operatori in grado di prendersi cura degli anziani.
  • L’ultima pellicola del JFF Plus incentrata sugli anziani è il documentario Peace (2010) di Soda Kazuhiro. Il regista è riuscito ad approcciarsi alla realtà degli anziani in Giappone grazie al suocero Kashiwagi Toshiro, che lavora come autista per persone anziane e disabili e alla suocera che gestisce un’associazione no profit.Attraverso i loro occhi e la loro esperienza, Soda nel suo documentario riesce a offrire uno sguardo ampio su come alcuni anziani affrontano un’età che spesso viene considerata in maniera negativa ma che, soprattutto nel paese nipponico, è sinonimo di una (in)utilità che troppo spesso si dà per scontata. Attraverso l’osservazione dei lavori che svolgono, della beneficenza che fanno, dell’aiuto che danno, il regista regala all’occhio dello spettatore una umanità e una fragilità che riempiono il cuore.

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