Vittoria Risi: l’intervista su Playboy

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 Playboy, nota rivista senza bisogno di nessun tipo di presentazione, pubblica un’intervista alla nostra meraviglisoa Vittoria Risi che racconta la sua visione della vita tra luci rosse e amore per la raffinatezza…

Ecco l’intervista:

Per quale motivo hai cominciato col mondo dell’hard?
«Sono sincera, ho cominciato per passione. Era una cosa che desideravo fare già mentre lavoravo a Venezia come agente immobiliare. Ho contattato personalmente il sito Delta di Venere, ottenendo dopo poco un contratto in esclusiva nel mondo delle luci rosse».

Da qual momento una carriera abbagliante. In questi giorni sei la protagonista del primo porno in 3D italiano, il corto Casino 45, prodotto da Pink’OSins Factory per il quale sei stata anche premiata a Berlino col Best Newcomer Europe dell’International Erotic Awards Venus 2010.

Ma esistono le luci rosse d’autore?
«Certo, anche se ancora molti credono che i film porno si facciano in maniera amatoriale nel salotto di casa propria con una telecamera. Invece tutto, dalla regia alla ricerca delle luci adatte, può essere fatto in maniera molto professionale e oserei dire raffinata. Sì, fin dall’inizio ho cercato la raffinatezza nel mio modo di agire all’interno di questo mondo».

Che cosa ami di più del tuo lavoro?
«L’esibizionismo, il fatto che molte persone guardandomi in quel momento mi possano desiderare. È un aspetto che amo. E che mi eccita».

Che tipo di forma artistica ti piace in particolare?
«Per quanto riguarda il mio lavoro, soprattutto nei miei spettacoli dal vivo, apprezzo il genere Burlesque. Mi piacciono i costumi e l’atmosfera decadente e un pò retrò che quel genere di erotismo suscita in chi lo guarda. All’inizio mi sentivo impedita, ma i consigli della mia amica Eve La Plume sono stati per me fondamentali. In generale, amo particolarmente la pittura e mi piace dipingere. Da buona veneziana sono cresciuta con una particolare sensibilità per tutto ciò che è scenografico».

Chi è il tuo pittore preferito?
«Turner. Ma non solo lui. Apprezzo molto il periodo romantico e tutto il primo Novecento».

Se potessi rivivere nel corpo di un grande artista del passato chi sceglieresti?
«Credo Salvador Dalì, un personaggio che ha saputo unire una spiccata capacità artistica a un raffinato egocentrismo che lo ha portato alla ribalta della vita mondana della sua epoca. In qualche modo per me si tratta anche di un punto di riferimento».

Cosa sogni di fare da grande?
«Senza dubbio nel mio futuro c’è la pittura».

Sei attratta dal cinema non a luci rosse?
«Amo il cinema da spettatrice, soprattutto i maestri italiani come Fellini, le cui musiche utilizzo come sottofondo nei miei spettacoli. Per un mio coinvolgimento in prima persona nel cinema non a luci rosse, perché no?».

Il sesso è più intelletto o attività fisica?
«Al giorno d’oggi sui set a luci rosse ammetto che ci sia troppa crudezza e che l’atto venga mostrato con eccessiva insistenza. Si dovrebbe dare un’immagine più intellettuale del sesso. Cosa che in effetti è, nella realtà delle cose».

Che cosa pensi del concetto di donna oggetto?
«Basta intendersi. A me piace in alcune circostanze venire considerata una donna oggetto, ma perché sono consapevole del fatto di utilizzare, in quel momento, il mio corpo per quello scopo. Lo so che è difficile da capire, ma è così. Altra cosa è chi fa l’equazione attrice hard uguale prostituta, questo non è accettabile».

Pensi che le donne abbiano ancora qualcosa da conquistare al giorno d’oggi nel nostro Paese?
«Credo che abbiano fatto molti passi in avanti rispetto anche al più recente passato, ma anche che in altri Paesi la situazione sia migliore».

La tua più grande qualità?
«Penso la sincerità e, soprattutto, il fatto di essere una persona trasparente. Anche se in qualche occasione questo potrebbe venire considerato anche un difetto».

Hai un tipo di uomo ideale?
«Suonerà scontato e magari un pò retorico, ma per me la bellezza non è certo la prima cosa che guardo in un uomo. Con un bell’uomo puoi passare una serata, magari una bella nottata, ma se la mattina dopo non ha niente da dirti, è poco probabile che una persona susciti interesse».

La parte del corpo femminile che ami di più e perché?
«Sia sul set che nella vita di tutti i giorni, nella scelta di una partner do molta importanza al seno. È la parte femminile che mi piace di più».

Hai ancora una fantasia inespressa?
«Io vivo di fantasia, grazie al lavoro che faccio. Ma esistono molte situazioni, non solo sul set, ma nella vita di tutti i giorni, che non ho ancora vissuto. Magari non le programmi e poi ti capitano per caso. Per esempio sarei curiosa di fare l’amore con più uomini contemporaneamente: non una gang bang, ma con un numero superiore al mio record attuale che è di tre».

Sei una tipa pigra o sportiva?
«Sono una fondamentalmente pigra, una donna abituata a vivere con ritmi del secolo scorso e su un’isola (Vittoria è originaria dell’isola di Pellestrina Ndr) costretta improvvisamente a fare una vita frenetica. E a dover fare ginnastica per tenersi in forma».

Che cosa ti lega particolarmente alla città di Venezia?
«Tutto, è la città in cui sono nata e come per le altre persone ogni ricordo più caro ha il sapore del luogo da dove provieni. Se devo eleggere un posto particolare, direi il Ponte delle Tette, vicino a Campo San Polo. Si chiama così perché è il luogo nel quale il doge aveva permesso alle prostitute di offrire i loro servizi in un momento in cui si pensava che a Venezia ci fosse un’esplosione di omosessualità. Lì vicino c’è una calle alta e stretta e quando ci passo provo sempre una sensazione di déjà vu…(ride)».

Hai fatto l’agente immobiliare, qual è il tuo tipo di casa ideale e dove si trova?
«Ovviamente si troverebbe a Venezia. Mi piacerebbe avere un bell’appartamento in un palazzo storico con una vista favolosa».

Entreresti mai in politica?
«Non credo, è un argomento al quale davvero non riesco ad entusiasmarmi. E poi penso ci vorrebbero delle qualità da leader che non sento di avere. Certo, qualcuno sarei comunque in grado di convincerlo!».

Ma se improvvisamente qualcuno ti desse un ruolo decisionale, quale sarebbe il tuo primo atto?
«Quello di cercare di spendere in maniera diversa, senza sprechi, le risorse economiche che al momento ci sono a disposizione».

Fonte: Pink’O News

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