“Appartamento ad Atene”, il nuovo film con Laura Morante

di Francesca Commenta

 

Pochi giorni ancora e venerdì, finalmente, uscirà al cinema il nuovo film con Laura Morante dal titolo  “Appartamento ad Atene”, la pluripremiata opera prima di Ruggero Dipaola. 50 copie per una pellicola distribuita da Eyemoon Pictures. Si parla della vita egli Helianos, un tempo editori e benestanti, che nella città greca incontrano nel 1943 il capitano tedesco Kalter (Richard Sammel). Quest’ultimo si fa notare subito per la sua personalità crudele, ma la famiglia assume atteggiamenti diversi rispetto al personaggio. Da un lato, c’è la madre Zoe (Laura Morante) e il figlio Alex (Vincenzo Crea) che sono molto diffidenti e non vogliono avere nulla a che fare con lui e dall’altro, invece, diverso è il comportamento del padre Nikolas (Gerasimos Skiadaresis) e della figlia Leda (Alba de Torrebruna). Se uno è meno ostile, l’altra è addirittura affascinata.

La verità è che comunque possono solo sottomettersi perché non possono rischiare la vita e diventano ostaggi in casa propria. Nikolas, interpretato da Skiadaresis, non ha più il suo ruolo da capofamiglia e svolge lavori umilianti. Ai figli va anche peggio e la vita diventa un inferno, ancora di più quando Alex infrange il divieto e si scatena la furia del nazista.Loro malgrado non possono fare altro che sottomettersi perché, quando è in gioco la vita, si rinuncia anche alla dignità. Diventano ostaggi in casa propria, con remissività eseguono ogni ordine. Soprattutto  nella magistrale interpretazione di  spodestato dal ruolo di capo famiglia, si trova a dover svolgere compiti ingrati: sul suo cuore il fardello è ancora più pesante perché a guardarlo mentre viene umiliato, oltre agli occhi vitrei del capitano, ci sono quelli grandi e tristi dei figli cui non spettano neanche gli scarti di cibo avanzati da Kalter. Quando , la punizione del nazista si manifesta in tutta la sua crudeltà.

 

Dipaola nelle note di regia ha scritto: “Confinando il conflitto all’interno delle mura domestiche narrazione in qualcosa di universale e senza tempo, privilegiando l’indagine del legame tra vittima e carnefice”. La guerra vissuta da questa famiglia è terribile, perché vissuto all’interno dell a propria casa, in modo sottile e continuo. Il padre, però, ha un animo nobile e decide di avvicinarsi al capitano, tra i due piano piano si instaura un equilibrio, facile a spezzarsi ma reale. Fino ad un certo punto, però, perché la generosità di Nokolas gli si rivolterà contro. La pellicola si ispira al romanzo omonimo di Gleanway Wescott e ha vinto il premio come Miglior film della vetrina Giovani cineasti italiani al Festival internazionale del film di Roma 2011.

 

 

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