Steve Jobs: Seth Rogen parla del film sul fondatore della Apple

di Pina Commenta

Steve Jobs è il film diretto dal regista premio Oscar® Danny Boyle e scritto dal premio Oscar® Aaron Sorkin, che ha lavorato sulla base della biografia, che ha venduto milioni di copie, del fondatore della Apple scritta da Walter Isaacson. I produttori sono Mark Gordon, Guymon Casady, Scott Rudin, Danny Boyle, e il vincitore dell’Oscar® Christian Colson.

steve jobs

Michael Fassbender interpreta Steve Jobs, il pionieristico fondatore della Apple, con l’attrice premio Oscar® Kate Winslet nella parte di Joanna Hoffman, l’ex direttrice marketing della Macintosh. Steve Wozniak, co-fondatore della Apple, è interpretato da Seth Rogen, e Jeff Daniels veste i panni dell’ex CEO della Apple, John Sculley. Il film è interpretato anche da Katherine Waterston nel ruolo di Chrisann Brennan, l’ex fidanzata di Jobs, e da Michael Stuhlbarg nei panni di Andy Hertzfeld, uno dei membri della squadra di sviluppo della Apple Macintosh originaria.

Nel mondo dei computer e in quello tecnico, il nome di Steve Wozniak è noto. Al di fuori di questi circoli, quando si chiede a qualcuno della Apple, in genere il primo nome che viene fuori è Steve Jobs, queste le parole di Seth Rogen al riguardo:

È vero. Credo sia difficile dire chi era cosa della Apple. La questione è ancora aperta. Anche mentre stavamo facendo il film, facevamo ipotesi su cosa i personaggi avranno pensato durante questi lanci importanti. Io devo includermi nel secondo gruppo – non avevo capito quanto Steve Wozniak fosse stato importante nel fare la Apple fino a quando non ho iniziato a lavorare sul film. Per quanto riguarda il mio personaggio, sembra che sia stato Wozniak quello che probabilmente ha detto: “Tutti possono avere un computer”. E’ come se oggi qualcuno dicesse: “Ognuno dovrebbe avere un aeroplano nel cortile di casa”. Sarebbe ugualmente assurdo. Ma era quello che lui voleva, e per questo ha trovato un modo per fare un aereo che costava poche migliaia di dollari e che riusciva a entrare nel nostro garage. E’ stata un’impresa importante. Credo anche che dica molto il fatto che, anche se ha lasciato il suo lavoro full-time alla Apple all’inizio degli anni ’80, Steve Wozniak rimanga l’unico dipendente della società che è stato – ed è ancora – sul libro paga dal primo giorno di esistenza della Apple.

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E poi ha aggiunto:

Sembra che la Silicon Valley negli anni ‘70 e ‘80 fosse come Hollywood. Sembrava una comunità isolata di persone creative, la maggior parte delle quali aveva lo stesso bagaglio di competenze e gli stessi interessi. Ci si immagina che tutte le persone che si trovavano sia a Hollywood che nella Silicon Valley in quel tempo fossero nel ‘business’– tra l’altro sono gli unici due business che vengono chiamati letteralmente come il posto in cui si trovano. Per me una delle cose più sorprendenti della sceneggiatura di Aaron Sorkin è che molto poco va nella direzione di un’esposizione lineare, incluso un momento di scoperta e di svolta nel garage. E’ molto più una storia umana. Credo che il pubblico scoprirà che Steve Jobs era un tizio molto imperfetto che, nonostante ciò, ha sognato in grande, ha migliorato altre persone e… probabilmente avrebbe potuto essere più felice lui stesso se non avesse creduto che la bontà e il genio fossero due qualità binarie.

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