Gli orologi del diavolo: riassunto prima parte prima del finale

di pask Commenta

il film tv con Giuseppe Fiorello si appresta a mostrarsi nella seconda ed ultima parte.

Ieri sera è andata in onda la prima parte del film tv “Gli orologi del Diavolo” con protagonista Giuseppe (Beppe) Fiorello. Questa sera, sempre in prima serata su Rai1 andrà in onda la seconda ed ultima parte della storia vera di Gianfranco Franciosi autore del libro a cui è liberamente ispirata, nella serie Marco Merani (nome fittizio) ossia un civile che si ritrova infiltrato nei Narcos suo malgrado.

La storia vera

Nel gennaio 2005 Gianfranco (Gianni) Franciosi ha 25 anni e un talento innato come meccanico navale. A Bocca di Magra lo conoscono tutti. Un giorno riceve una strana visita: due clienti offrono un anticipo da cinquantamila euro in contanti per un gommone velocissimo, con doppio fondo ed equipaggiato con radar e GPS. Una richiesta particolare che insospettisce Gianni che decide di andare dalla Polizia. Gli investigatori gli propongono di aiutarli a capirci qualcosa di più. Gianni con il passare dei mesi, diventa quindi un agente infiltrato a tutti gli effetti. Inizia così la sua seconda vita: quattro anni di viaggi in Sudamerica per trasportare enormi quantità di cocaina, quattro anni di festini con i narcos e di riunioni di emergenza con la polizia, quattro anni di paura. Diventa fratello acquisito del boss spagnolo Aurelio e guadagna una collezione di Rolex ma al tempo stesso perde tutto. Persino la libertà, quando finisce in carcere vicino a Marsiglia e ci resta quasi un anno perché bruciare la copertura vorrebbe dire condannarsi a morte. Quando finalmente la polizia conclude il più grande sequestro di droga mai avvenuto in Europa, Gianni è pronto a riprendersi la sua vita, ma Aurelio sfugge all’arresto e vuole vendetta. È l’inizio di un incubo che continua ancora oggi…

Riassunto prima puntata

Nella prima puntata abbiamo visto Marco (che sarebbe in realtà Gianni) Meriani vivere una vita semplice e felice con la sua famiglia. La storia cambia quando un certo “polverone” gli ordina dei gommoni per diving. Polverone muore in una retata criminale e Marco resta basito per l’accaduto. Si accerta di uscirne pulito dalla cosa parlando con un suo amico poliziotto e spiegandogli la sua totale estraneità alla vita criminale del cliente, può provarlo con fatture e tutto il resto. I problemi arrivano quando a fargli visita arriveranno un boss della camorra affiliato con dei narcotrafficanti internazionali che si preparano ad inserire Marco (intanto diventato agente inflitrato suo malgrado) nella famiglia portandolo nella loro terra natia, il Venezuela. Tutto questo intanto comincia a privare Marco degli affetti e della sua libertà di persona normale.

 

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