Di mamma ce n’è una sola?

Ferragosto di ferie, di viaggi e di vacanze, ma non per loro. Queste quattro arzille vecchiette, alla soglie dei novanta, deluse probabilmente dal comportamento dei propri figli cercano in tutti i modi di trovare un luogo dove trascorrere questi giorni di solitudine ma anche un luogo dove sentirsi accettate, in un certo senso volute. Il pranzo di ferragosto è il momento migliore per parlare di questo problema che ormai si è radicato in ogni strato sociale, nessuno escluso. Una ad una arrivano in casa di Gianni, che vive ormai solo con una madre ingombrante ed iperprotettiva, nonostante l’età, la mamma e la zia dell’amministratore condominiale e la mamma del medico-amico di famiglia. Qui, in due giorni, monopolizzano la quotidianità del povero Gianni che dovrà, a malincuore, sottostare ai loro capricci di bambine un pò cresciute e alle loro continue richieste di attenzione. Il ferragosto è trascorso, il pranzo è stato piacevole, i dissapori contingenti si sono risolti e finalmente Gianni potrebbe riacquistare il suo tempo e la sua casa, ma le quattro ospiti hanno bisogno di lui, di unire le loro rispettive solitudini, di prolungare quanto più è possibile questo tempo di allegria e di diletto. Continua »
Nei prossimi giorni sul Repertorio regionale dei profili professionali e formativi saranno inclusi i sette profili innovativi del cinema – scenografo, aiuto regista, montatore, costumista, autore della fotografia, tecnico di ripresa e del suono – che hanno ricevuto il via libera dalla Giunta regionale durante la sua ultima seduta, dopo l’approvazione delle parti sociali. Questa è un’indicazione importante sia per chi si rivolge alla formazione, sia per le agenzie formative, che dovranno adeguare i corsi e gli standard alle conoscenze ed alle competenze inserite nel Repertorio stesso, per poter acquisire una qualifica professionale spendibile. “Questa iniziativa – ha detto l’Assessore all’Istruzione, Silvia Costa – si colloca nell’ambito di una forte azione strategica dell’Assessorato e della Giunta, concordata con l’Assessore alla Cultura, Giulia Rodano, di qualificare figure e profili del comparto cinematografico, audiovisivo e dello spettacolo dal vivo, in collaborazione stretta con le categorie del settore. In questo quadro si inserisce l’attivazione del Tavolo, avviato prima della pausa estiva, con le istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam). Vogliamo, infatti, investire nelle professionalità di un settore strategico per Roma e per il Lazio, ma anche nell’ampliamento delle opportunità di occupazione e di sviluppo dell’imprenditoria nel settore.”
Al Pacino riceverà il Marc’Aurelio d’oro come tributo alla sua straordinaria carriera, incarnazione vivente dell’Actors’ Studio, la più grande scuola di recitazione del mondo che qui al Festival è sempre stata di casa. In completo grigio, piuttosto elegante, non alto col suo metro e settanta, con quei 68 anni portati molto bene, con un Premio Oscar per Profumo di donna e un sacco di candidature, sette in tutto, si lascia andare all’aneddoto e allo scherzo, mentre sul palco lo spalleggiano Antonio Monda e Mario Sesti. Questa sera passerà sul tappeto rosso del Festival, che proietterà il suo secondo film da regista, Chinese Coffee, girato nel 2000 ma ancora inedito in Italia.
Con l’ambizione che possa diventare, dal prossimo anno, una sorta di “Talent Campus” sulla falsariga di quelli organizzati dalla Berlinale, è stata presentata oggi la prima edizione di CineCampus-Lezioni di Cinema: full immersion di quattro giorni, dal 24 al 27 ottobre, tra “master class e workshop” realizzati da Roma & Lazio Film Commission, all’interno del Festival Internazionale del Film di Roma,e realizzato in collaborazione con il Mercato Internazionale del Film/The Business Street. Diciotto giovani talenti residenti nel Lazio, scelti tramite bando di concorso e con almeno una piccola esperienza del settore, parteciperanno a un master allestito negli spazi della Film Commission all’Auditorium Parco della Musica all’interno della GreenHouse. Quattro giorni di corsi intensivi condotti da “insegnanti” tra i quali Edgar Reitz e Marco Risi per la regia, Marco Onorato per la fotografia, Claudio Napoli di Proxima per gli effetti speciali, Pier Paolo Zerilli di Medusa per il pitching, Amedeo Pagani o Marco Valerio Pugini per la produzione esecutiva. Al termine di CineCampus, organizzato in collaborazione col Polo Formativo del Cinema e dell’Audiovisivo della Regione Lazio e dell’International Film Workshop Academy (InFWA), saranno mostrati anche i lavori realizzati al termine del primo stage di cinema di giovani italiani a Berlino che nasce tra i primi frutti della collaborazione tra Film Commission Roma & Lazio e Medienboard di Berlino. CineCampus-Lezioni di Cinema è un progetto finalizzato alla “costruzione di nuovi profili professionali e di nuove strade per la conoscenza” come l’ha definito Giulia Rodano, assessore alla Cultura della Regione Lazio.
E’ tra gli incontri in calendario più attesi del prossimo CineShow - il primo salone professionale dedicato al cinema, alla televisione e al multimedia - in programma a Torino dal 18 al 20 novembre presso il Lingotto Fiere. A distanza di tre anni dal primo convegno svoltosi nel 2005, ecco una nuova occasione di incontro e dibattito sul product placement grazie al convegno “Cinema e brand si integrano” promosso da Somedia-La Repubblica, all’interno del quale autorevoli relatori (produttori, registi, pubblicitari, responsabili marketing e comunicazione) presenteranno dati, esempi, opinioni utili per approfondire i risultati delle prime integrazioni di marchi e prodotti nei film italiani. Grandi imprenditori e protagonisti della motion picture industry discuteranno dello sviluppo che questa forma di comunicazione ha avuto negli ultimi anni nel nostro Paese.
Un cast di ben 15 attori, quasi una “All Star” del cinema italiano, calcherà tra pochi giorni il tappeto rosso del Festival Internazionale del Film di Roma per presentare un’opera prima “fuori dai generi”. In Aspettando il sole, prima prova di Ago Panini dopo una carriera da regista pubblicitario, ci sono infatti molti degli interpreti più ricercati del momento: da Raoul Bova a Claudia Gerini, da Vanessa Incontrada a Gabriel Garko, da Claudio Santamaria all’emergente Alessandro Tiberi. Convinti a mettersi in gioco per un paga simbolica e a calarsi nei panni degli strani personaggi che, una notte, intrecciano i loro destini al Bellevue Hotel: una coppia di balordi che molesta il receptionist, una troupe che gira il film porno Kitty & Clyde, due rapinatori che si nascondono in attesa del compare, una coppia di amanti, un signore solitario con il suo cane e un uomo disperato abbandonato dalla fidanzata.
Per confezionare il suo Giù al nord che in patria, Francia, ha polverizzato ogni record di incassi raccogliendo ben 140 milioni di euro e 21 milioni di spettatori (più di Titanic e del record nazionale La grande Vadrouille, imbattuto dal 1966) - l’attore e regista Dany Boon si è ispirato a Jacques Tati e a Dino Risi, oltre che alla sua stessa esperienza di francese nordico. E ha dato vita a un edificante racconto a favore della tolleranza e dell’annullamento dei pregiudizi che ricalca un po’ le avventure di Totò e Peppino alle prese con il trasferimento dalla calda Napoli alla misteriosa, fredda e remota Milano. Una scommessa vinta, che ha indotto il distributore italiano Medusa a un’uscita in grande stile con 400 copie (dal 31 ottobre), e addirittura ad un remake da plasmare su due regioni della Penisola (ma ancora non si sa quali).