Monica Bellucci: recitare è un gioco

di Francesca Commenta

 

Le perle di saggezza di Monica Bellucci non tardano a farsi risentire: bella e intelligente sa esattamente cosa vuole ed è padrona del mondo e di se stessa non soltanto grazie al suo aspetto estremamente avvenente. Confida che recitare è un gioco ma come tale può dare e portare via tanto, causando agli attori anche problemi di solitudine. Splendida come sempre alla57esima edizione del “Taormina Film Fest” conferma di non sentirsi assolutamente una star. Intervistata da Premium Cinema conferma: “Come diceva Oscar Wilde, la bellezza è un’arma a doppio taglio. Può durare molto poco, anche soli 5 minuti se non c’è sostanza”.

Subito dopo con le domande che incalzano dice: “Noi attori siamo dei bambini che giocano.In francese e inglese la parola recitare è tradotta in ‘play’ e ‘jouer’: quindi recitare è un gioco. Ma è anche un lavoro da gitani, un lavoro molto solitario”. Come in moltissimi altri settori la casualità riveste un ruolo in primo piano, come è avvenuto per lei nel caso di Maria Maddalena per “La passione” diretto da Mel Gibson.

Tuttavia, dopo anni di esperienza nel mondo dello spettacolo non si sente una star:”Anna Magnani, Sophia Loren, Monica Vitti, Claudia Cardinale: sono loro le grandi attrici che hanno fatto la storia del cinema italiano. Per me è la seconda volta a Taormina ma in Sicilia c’ero già stata poco più di dieci anni fa, esattamente a Siracusa, per un periodo di 5 mesi, in occasione delle riprese del film Malena, con Giuseppe Tornatore”. Innamorata dell’isola dice infatti, che “se non ci fosse la Sicilia, non ci sarebbe il cinema” anche se la donna deve lottare ancora tanto per andare avanti un pò ovunque: “Dobbiamo ancora lottare molto per affermarci, per avere equità. Se dici che sei incinta, ti guardano come se avessi commesso un crimine. E’ un problema di rapporti di potere tra uomini e donne. Penso ancora a tanti posti in Sicilia dove molte donne si vestono ancora di nero e si coprono dalla testa ai piedi. In molte città dell’Italia ancora c’è il mito della verginità”.

 

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