Festival Internazionale del Film di Roma, arriva il documentario Milleunanotte

di Francesca Commenta

 

Un documentario, quello dal titolo “Milleunanotte”, in concorso nella sezione specifica di Prospettive Italia, girato nel Penitenziario Dozza di Bologna e diretto da Marco Santarelli che fa certo discutere. La presentazione riguarda il Festival Internazionale del Film di Roma e l’attualità è in primo piano. Si affronta soprattutto il tema scottante del sovraffollamento delle carceri. Attualità e temi scottanti nel documentario che si snoda nella sezione giudiziaria del carcere, tra rassegnazione e speranza. Niente di più realistico e quindi degno di assumere un ruolo in primo piano tra le pellicole proiettate all’evento.

Lo spettatore impara anche qualche parola “tecnica” di chi si trova nella casa circondariale. Chi vuole incontrare l’avvocato o un familiare, deve fare la “domandina”, mentre all’interno del penitenziario non mancano mai le complesse regole burocratiche. Da dove è scaturita l’idea di girare un film su un simile argomento?

Santarelli ha detto di essere rimasto colpito dall’incontro con uno dei monaci volontari che opera alla Dozza, il penitenziario italiano con il maggior numero di stranieri. A tal proposito ha confermato:

Ho passato sei settimane filmando i colloqui degli educatori e dei mediatori culturali con i detenuti, la vita di “rotonda e di braccio”, le ore di socialità in cella; ho filmato al penale e nella sezione giudiziaria, dove si trova chi è in attesa giudizio e dove si concentrano le storie più drammatiche.

A cambiare le cose, poi,  l’incontro con una detenuta e così ha concluso:

Ha ottenuto l’autorizzazione dal giudice di sorveglianza per tornare alcuni giorni a casa dai figli e quando il permesso è arrivato, ho deciso di seguirla nel suo viaggio di ritorno.

Curioso, poi, scoprire da dove nasce il film: “ossessione personale per il tempo. Milleunanotte è l’inizio di una lettera d’amore di una detenuta giunta alla sua mille e una notte in carcere“.

 

 

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