Il peggior Natale della mia vita, al cinema

di Francesca Commenta

 

Non si può certo dire che non sia un film a tema, quello che è attualmente nelle sale e si intitola “Il peggior Natale della mia vita“. In primo piano, una coppia di sposini interpretati da Cristiana Capotondi, Margherita e Fabio De Luigi, Paolo. Quest’ultimo è molto contento del risultato ed, infatti, ha detto che si tratta di “Una fiaba comica con l’effetto copertina. Il fatto che nel titolo ci sia la parola Natale non significa automaticamente questo. E’ una commedia”. Non è insomma il classico cinepanettone e non è giusto considerarlo tale, sarebbe come sminuirlo.

In realtà, riprende un lungometraggio dell’anno scorso che è stato campione di incassi. Ricordate il record al boxoffice lo scorso anno con “La peggiore settimana della mia vita”? In quel caso, si era parlato di 10 milioni di incassi e ritorna infatti lo stesso regista, alessandro Genovesi, pronto a tentare il bis. La pellicola è stata pensata proprio con De Luigi, ma come attori questa volta ci sono Diego Abatantuono, Laura Chiatti, Anna Bonaiuto, Dino Abbrescia e Ale&Franz.

Secondo De Luigi stavolta “siamo di fronte ad una storia più tonda e armonica con molti momenti divertenti, e anche il ritmo del racconto segue una linea costante che conduce ad una seconda parte e ad un finale che porteranno all’apice la risoluzione delle varie vicende”. Cristiana Capotondi, invece,ha detto: “Fabio è stato bravissimo a tirar fuori, sia in fase di sceneggiatura sia come attore, tutto il campionario possibile di gaffe, guai e disastri. De Luigi è un attore che mi fa sempre tanto ridere, trova delle chiavi di sfrontatezza dolce, lo spettatore sta sempre dalla sua parte e in fondo anche Margherita parteggia per lui e gli perdona tutto”. Secondo Genovesi invece il film è  “meno frammentario, più organico e maturo del precedente. Un discorso di commedia surreale che va al di là dell’attualità. Inoltre Natale è il periodo dell’anno che ci riporta all’infanzia, c’è un’atmosfera particolare. Noi volevamo scrivere una fiaba che però avesse un contenuto comico molto forte, con personaggi reali, ma che vivessero dentro un mondo di fantasia. E poi c’è un piccolo argomento sotterraneo in questa pellicola, e cioè la nascita e di conseguenza anche la morte. Non volevamo assolutamente caricare troppo questi temi, ma andare in profondità”.

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