Steve Jobs: Danny Boyle parla del suo film sul fondatore della Apple

di Pina Commenta

Steve Jobs è il film diretto dal regista premio Oscar® Danny Boyle e scritto dal premio Oscar® Aaron Sorkin, che ha lavorato sulla base della biografia, che ha venduto milioni di copie, del fondatore della Apple scritta da Walter Isaacson. I produttori sono Mark Gordon, Guymon Casady, Scott Rudin, Danny Boyle, e il vincitore dell’Oscar® Christian Colson.

Michael Fassbender interpreta Steve Jobs, il pionieristico fondatore della Apple, con l’attrice premio Oscar® Kate Winslet nella parte di Joanna Hoffman, l’ex direttrice marketing della Macintosh. Steve Wozniak, co-fondatore della Apple, è interpretato da Seth Rogen, e Jeff Daniels veste i panni dell’ex CEO della Apple, John Sculley. Il film è interpretato anche da Katherine Waterston nel ruolo di Chrisann Brennan, l’ex fidanzata di Jobs, e da Michael Stuhlbarg nei panni di Andy Hertzfeld, uno dei membri della squadra di sviluppo della Apple Macintosh originaria.

Il film si svolge nei backstage pochi minuti prima dei lanci dei tre prodotti più rappresentativi nell’arco della carriera di Jobs e queste le parole del regista che racconta della struttura in tre “atti”:

Quello che sin dall’inizio mi ha attirato del copione è stato proprio questo: mi sono chiesto come avrei potuto presentare queste tre scene dietro le quinte in maniera dinamica e con la maggiore tensione possibile. E abbiamo deciso di ambientarle in tre luoghi differenti, ognuno dei quali dava qualcosa di particolare – un sentimento particolare, una storia particolare – a ogni atto.

Queste le parole del regista sul protagonista Michael Fassbender:

Non ho mai lavorato con un attore che ha fatto un percorso come quello di Michael o che ha una dedizione così intensa. Non l’ho mai visto guardare il copione, e aveva battute alla Amleto o Re Lear da recitare ogni singolo giorno. Ha assorbito il copione in un modo che non ha nulla a che fare con l’imparare a memoria, non è mai stata una questione di ricordare quando dire una cosa. Conosceva quel copione come se l’avesse scritto lui, e questo ha dato alla sua recitazione una forza che dava l’impressione che lui fosse capace di creare qualcosa davanti a te dal nulla. Ho sempre pensato che ci fosse qualcosa di molto jobsiano in Michael. Ha una gran dote che è l’incredibile intensità che mette nell’applicarsi in quello che sta facendo. E’ davvero un attore che intimorisce. Ma, grazie a Dio, ha spirito. Questo è un copione molto acuto e Michael tira fuori l’umorismo in maniera molto dettagliata e la commedia quando vuole. Nella sua applicazione però fa paura e l’ha mostrato nella sua preparazione. Sono stato fortunato ad avere la possibilità di mettere insieme la sceneggiatura di Sorkin e un attore come lui. Il mio lavoro è stato ‘solo’ quello di assicurarmi che niente fosse d’intralcio o d’ostacolo.

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