Se mi vuoi bene, il nuovo film di Fausto Brizzi

di pask Commenta

"Siamo in un'epoca in cui sembrano contare più gli emoticon di tutto. Invece bisogna uscire di casa e andare a trovare gli amici".

Sta per arrivare al cinema Se mi vuoi bene, che sarà nelle sale tra due giorni. Per il regista, sceneggiatore e scrittore si tratta, per sua stessa ammissione, di un sogno che si avvera. Un drammedy, come lo descrive, perché è si una commedia, ma è anche un dramma, che ha delle sfumature fiabesche.

Per Brizzi è un sogno anche perché c’è parte della sua vita in questa storia di amicizia, e lo considera anche autobiografico, seppur non completamente. E il sogno si duplica, perché il film è basato sul suo libro omonimo, scritto e pubblicato quattro anni fa.

Il film e il pensiero di Brizzi

Lo stesso autore ha voluto parlarne in molte interviste, per puntualizzare quanto questo film sia per lui importante:

“Siamo in un’epoca in cui sembrano contare più gli emoticon di tutto. Invece bisogna uscire di casa e andare a trovare gli amici”.

E la storia di amicizia vede un avvocato di successo, interpretato da Claudio Bisio, che non riesce più a vivere bene, tanto da avere pensieri suicidi. Diego, il protagonista, conosce Sergio Rubini (Massimiliano), che ha messo su un bizzarro negozio di chiacchiere, dove tutti possono entrare ed avere gratuitamente la sua amicizia.

Questo bizzarro negozio farà capire a Diego l’importanza degli affetti, e lo riavvicinerà alla vita, agli affetti, agli amici e ai parenti.

Tra gli amici Luca (Dino Abbrescia), che ritroverà come grande amico, dopo averlo sacrificato alla carriera. Poi Laura (Lorena Cacciatore), la figlia, e Olivia (ValeriaFabrizi), la mamma, tornati nella sua vita.

Il regista torna sulla sua scelta, sul film della sua vita:

“Quante volte un regista può dire la frase ‘questo è il film che volevo fare da tanto tempo’? Ho scelto un mio romanzo che amavo nato in coincidenza della morte di mio padre e la nascita di mia figlia. Un libro che ha un tono in Italia davvero poco frequentato. Negli Usa lo chiamano dramedy, in Francia comédie dramatique, è il genere che amo di più e che forse ho sfiorato solo col mio esordio Notte Prima Degli Esami, non a caso il più autobiografico di tutti”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>