Drammatico

Anne Hathaway: venerdì 21 Novembre in sala con “Rachel sta per sposarsi”

Anne Hathaway: venerdì 21 Novembre in sala con "Rachel sta per sposarsi"Anne Hathaway è protagonista di Rachel sta per sposarsi (Rachel Getting Married) il nuovo film drammatico di Demme Jonathan (vincitore del Premio Oscar come miglior regia per Il silenzio degli innocenti) che uscirà nelle nostre sale Venerdì 21 Novembre.
Nel cast anche Debra Winger, vincitrice del Premio Oscar come miglior attrice protagonista in Ufficiale e Gentiluomo accanto a Richard Gere.
Il film racconta di Kym (Anne Hathaway) che torna a casa della famiglia per il matrimonio della sorella Rachel (Rosemarie Dewitt), portando con sè una lunga storia di crisi personali, conflitti familiari e tragedie. La grande quantità di amici presenti al matrimonio della coppia si è riunita per un felice weekend di feste, musica ed amore, ma Kym, con le sue taglienti frasi secche e un’inclinazione naturale a provocare dei drammi, rappresenta un catalizzatore per le tensioni a lungo sopite nelle dinamiche familiari. Pieno di personaggi ricchi ed eclettici che rimangono un marchio di fabbrica dei film di Jonathan Demme, Rachel sta per sposarsi dipinge un ritratto di famiglia toccante, sensibile e talvolta esilarante. Il regista, la sceneggiatrice esordiente Jenny Lumet e un cast stellare esprimo il dramma di queste persone complesse ma affascinanti con un grande affetto e generosità di spirito.
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Amore che vieni, amore che vai

Amore che vieni, amore che vaiIl 14 Novembre esce Amore che vieni, Amore che vai, un film di Danele Costantini, liberamente tratto dal romanzo Un destino ridicolo di Fabrizio de Andrè e Alessandro Gennari.
Il regista parla di Fabrizio De Andrè, di cui ha sempre ammirato, oltre alle straordinarie qualità poetiche e musicali, anche la grande libertà creativa, l’apertura mentale e culturale che lo hanno portato, nel tempo, a rischiare e mettere in discussione il proprio lavoro, collaborando con musicisti e autori tutti di grande personalità tra cui Gian Piero Reverberi, Nicola Piovani, Francesco De Gregori, Ivano Fossati
Lo stesso senso del rischio, lo stesso sentimento di libertà, hanno spinto De Andrè, nella prima metà degli anni ‘90, a scrivere un romanzo “Un destino ridicolo“, assieme allo psicanalista-scrittore Alessandro Gennari.
Nonostante la personalità e il talento di Gennari, “Un destino ridicolo” sembra appartenere soprattutto a De Andrè, tanto è denso di rimandi al suo mondo poetico-musicale, in particolare a quello degli anni ‘60. Ecco, quindi, che non si è trattato soltanto di adattare un romanzo, ma anche di abbandonarsi alle suggestioni poetiche di alcune canzoni memorabili come “Bocca di Rosa”, “Via del Campo”, “La città vecchia”, “Amore che vieni amore che vai”.
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The Burning Plan: un dolce girotondo di frammenti di vita

The Burning Plan: un dolce girotondo di frammenti di vitaGuillermo Arriaga: un genio che la critica ha definito uno dei più grandi narratori contemporanei. Uno capace di incidere sul suo tempo, di lasciare un segno che resta. Un artista in grado di ‘testimoniare’. Prima nero su bianco, nei suoi straordinari romanzi. Poi al cinema, questa volta con The Burning Plan - Il confine della solitudine.
La vita di Guillermo Arriaga (classe 1958) sembra strappata dalle viscere di uno dei suoi indimenticabili personaggi. Nasce a Città del Messico, cresce fra privazioni e botte in un quartiere dimenticato da Dio e dagli uomini. Ne prende talmente tante da perdere l’olfatto. Ma il profumo amaro della strada non lo scorderà mai. L’unico modo per continuare a (r)esistere è immaginare che il mondo non finisca lì.
Immaginare che da qualche altra parte del mondo le cose vadano diversamente.
I suoi primi testi Arriaga se li scrive con la penna della fantasia nel grande libro del cuore. E capisce subito una cosa. Riportare su carta la vita è impossibile. Troppo complessa, troppo sfaccettata, troppo multiforme. E allora scatta la domanda da un milione di dollari: come prenderla questa maledetta e meravigliosa esistenza? Da che parte afferrarla? La risposta è chiara e semplice: abbracciandola in toto. E rinunciando subito ad ogni tipo di linearità.
E’così che il suo stile (venuto prepotentemente fuori già dai primi testi) muta in un gran bel groviglio di scivoli temporali, puzzle spaziali e sguardi bruciati dall’assoluto.

Guillermo parte dalla terra e punta verso il cielo.
E Inarritu (uno dei registi contemporanei più necessari), innamorandosi del suo sguardo sul mondo e sulle cose, gli affida gli script di “Amores perros“, “21 grammi” e “Babel” (col quale Arriaga vince il premio Oscar).
Intanto lo scrittore messicano medita sul suo futuro e fa un pensierino: passare dietro la macchina da presa. Ma prima butta giù lo scipt de “Le tre sepolture“, magnifico esordio alla regia di Tommy Lee Jones e capisce che in fondo si tratta di un passaggio automatico, spontaneo, naturale. Ottima idea.
Eccoci allora a “The Burning Plain“, presentato con straordinario successo di pubblico e critica allo scorso Festival di Venezia.
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Nessuna verità: Di Caprio presenta il suo nuovo film a Roma e sostiene Obama

Nessuna verità: Di Caprio presenta il suo nuovo film a Roma e sostiene ObamaLeonardo Di Caprio nel giorno di Obama. “Ho passato tutta la notte sveglio, è una giornata straordinaria. Tutto il mondo ci sta guardando e possiamo essere orgogliosi di essere americani. Mi sono tolto un peso dalle spalle”. Così dichiara Di Caprio che è a Roma per Nessuna verità, la spy story dietro le quinte della guerra in Iraq. Nel film ha il ruolo di Roger Ferris, il miglior agente operativo dei servizi segreti Usa che conosce e ama profondamente il Medio Oriente, al punto da entrare in attrito col suo capo Ed Hoffman (Russell Crowe), padre di famiglia piuttosto appesantito nel fisico, che controlla tutto a distanza con complicati quanto asettici sistemi satellitari e dà ordini tassativi per telefono mentre accompagna i figli a scuola o alla partita di baseball. Combattendo una guerra da un computer portatile in periferia, Hoffman è sulle tracce di un nuovo leader del terrorismo che ha orchestrato una campagna con una serie di esplosioni, eludendo la rete di intelligence più sofisticata al mondo. Per portare il terrorista allo scoperto, Ferris dovrà infiltrarsi in un ambiente torbido, ma quanto più si avvicinerà al bersaglio, tanto più scoprirà che fidarsi può essere per lui una merce pericolosa, ma anche l’unica cosa in grado di tirarlo fuori dai guai ancora vivo.
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Divieto ai minori di 14 anni per il discusso film di Rovere, Un gioco da ragazze

Divieto ai minori di 14 anni per il discusso film di Rovere, Un gioco da ragazzeDopo le polemiche, gli appelli sul web e soprattutto il ricorso dei produttori, il divieto per la visione di Un gioco da ragazze di Matteo Rovere, presentato in concorso al Festival di Roma, è stato infine abbassato dai 18 ai 14 anni, come annuncia Alphabet City.

Soddisfazione dunque per il produttore Maurizio Totti, che aveva dichiarato: “Il provvedimento non sembra basarsi esclusivamente sull’esistenza di singole scene che le norme e la prassi individuano come causa possibile di divieto. Appare piuttosto prevalere una generica valutazione ‘etica’ complessiva. Gli apparati dello Stato devono essere chiamati ad applicare norme specifiche, non a esprimere una visione etica”.

Un gioco da ragazze sarà nelle sale italiane il 7 novembre, e racconta con crudo realismo i misfatti di tre ragazze adolescenti belle, ricche e crudeli.

Fonte: Cinecittà

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Un gioco da ragazze: un inquietante lato oscuro dei giovani d’ oggi

Un gioco da ragazze: un inquietante lato oscuro dei giovani dIl 7 Novembre Rai Cinema e Colorado Film presentano Un gioco da ragazze, un film diretto da Matteo Rovere con Chiara Chiti, Nadir Caselli, Desireé Noferini e Filippo Nigro.

Elena (Chiara Chiti), Michela (Desirèe Noferini), Alice (Nadir Caselli) e Livia (Chiara Paoli), diciassette anni: belle, ricche e senza problemi.
Nate e cresciute in seno all’alta borghesia di una ricca città di provincia italiana, sono le figlie delle quattro famiglie maggiormente in vista.
Estremamente fashion addicted, fissate con la dieta e con l’aspetto fisico, spendono le loro giornate tra shopping di lusso, ragazzi, feste in locali esclusivi e scuola.
Ma tutto per loro è già vecchio e noioso: genitori, istituzioni, amici, nulla sembra avere un reale significato, e vivono ogni cosa in modo superficiale, senza pensare alle possibili conseguenze dei loro comportamenti.
Abituate a ottenere tutto e subito, si spingono a chiedere sempre di più.
Elena incarna la leader del gruppo: magnetica, intelligente, sicura. Per lei l’amicizia rappresenta unicamente uno strumento di potere con cui esercitare controllo sulle altre.
Ma un giorno Mario Landi (Filippo Nigro), il nuovo professore, entra nella vita della ragazza, cercando di cambiare qualcosa, e inconsapevolmente ne diventa un gioco…
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La Banda Baader Meinhof: una storia vera

La Banda Baader Meinhof: una storia veraBernd Eichinger, produttore e sceneggiatore dei film Il Profumo e La Caduta porta sul grande schermo il lavoro di Stefan Aust Der Baader Meinhof Komplex sul terrorismo della Raf (Rote Armee Fraktion). Il regista Uli Edel (Christiana F. e i ragazzi dello zoo di Berlino) presenta i drammatici eventi che fecero vacillare le fondamenta della Repubblica federale tedesca dal ’67 all’Autunno tedesco del ’77.

Germania occidentale, anni 70. Bombe, attentati mortali insieme alla paura e alla minaccia di un nemico interno scuotono le fragili fondamenta della giovane democrazia tedesca. I più radicali figli della generazione nazista guidati da Andreas Baader (Moritz Bleibtreu), Ulrike Meinhof (Martina Gedeck) e Gudrun Ensslin (Johanna Wokalek) combattono una violenta guerra contro ciò che percepiscono come la nuova faccia del fascismo: l’imperialismo americano sostenuto dalle istituzioni tedesche nelle quali ancora agiscono uomini dal passato nazista.
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La perfezionista: un film sul delicato tema dell’ eutanasia

La perfezionista: un film sul delicato tema dellEsce oggi, 17 ottobre, distribuito da MovieMax il film La perfezionista, opera prima del giornalista e autore televisivo Cesare Lanza, che fa il salto dietro la macchina da presa con l’aiuto di Lucio Presta affrontando un tema delicato come l’eutanasia, ricorrendo anche a problemi e censure. “E’ un modesto contributo - ha detto il regista a ‘La Stampa’ - alla commovente battaglia del signor Englaro e di altri come lui. Una società civile deve tutelare il diritto all’autodeterminazione”. Al centro della narrazione ci sono la “perfezionista” Giselda (Aurora Mascheretti), la segretaria più vicina e cara di un avvocato, e Angelo (Rinaldo Rocco), il musicista di cui è profondamente innamorata. Quando questo scoprirà di avere una grave malattia da cui non può curarsi, chiederà a Giselda di aiutarlo a morire.
Accanto all’eutanasia, ha spiegato Lanza al ‘Messaggero’, “Compaiono anche altri temi caldi come la crudeltà di una certa struttura medica e le coppie di fatto. Sono certo che farà discutere e che non lascerà indifferenti”. Il film, in cui appare anche Sandra Milo nei panni di sè stessa, è stato presentato in anteprima l’estate scorsa all’Ischia Global Fest. Dopo l’esordio, comunque, Cesare Lanza promette di non fermarsi qui: “Ho già in mente il secondo film che, rispetto a questo, avrà i toni di una commedia più leggera”.

Fonte: www.cinecitta.com

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Venezia: “Uno sguardo sulle donne” proietta Bread and Roses

Venezia: "Uno sguardo sulle donne" proietta Bread and RosesSi svolgerà lunedì 20 ottobre, alle ore 17.30, al Centro culturale Candiani a Mestre, il terzo appuntamento della rassegna di film “al femminile” promossi dal Servizio Cittadinanza delle Donne e Culture delle differenze e dall’Ufficio Antenna Europe Direct. L’iniziativa si colloca nel programma di sviluppo del dialogo interculturale promosso dal Parlamento Europeo a favore delle donne, per una loro piena cittadinanza che sia di reale integrazione e inclusione sociale.

Lunedì sarà proiettato “Bread and Roses“.E’ il primo film “americano” di Ken Loach che parla degli Stati Uniti, visti con gli occhi di una ragazza, Maya, che riesce ad entrarvi clandestinamente per congiungersi alla tenace sorella maggiore di trent’anni e a trovare un impiego come donna delle pulizie in un grattacielo di downtown, occupato dagli uffici di alcuni dei più importanti uomini d’affari di Los Angeles.
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The Hurt Locker: la cassetta del dolore

The Hurt Locker: la cassetta del doloreDopo “Miracolo a Sant’ Anna“, il film di Spike Lee sulla seconda guerra mondiale, esce nelle sale italiane Venerdì 10 Ottobre “The Hurt Locker“, il ritratto intenso di un’unità speciale di soldati con il compito più pericoloso del mondo: disarmare bombe nel mezzo dell’azione.

The Hurt Locker, il cui titolo significa “La cassetta del dolore” (riferito alla cassetta dove vengono custoditi i resti dei caduti in guerra, uniformi e medaglie), è stato presentato in anteprima alla 65esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia lo scorso Settembre.

Se la guerra è l’inferno, perché sono in tanti a scegliere di combattere? In un’epoca in cui gli eserciti non sono formati da militari di leva ma da volontari, e gli uomini si lanciano di buon grado nell’azione militare, a volte la guerra corteggia in maniera potente e seducente fin quasi a diventare dipendenza.

Quando il nuovo sergente, James (Jeremy Renner), assume il comando dell’unità speciale esperta in disarmo delle bombe nel bel mezzo di un violento conflitto, sorprende i due sottoposti, Sanborn ed Eldridge (Anthony Mackie e Brian Geraghty), lanciandosi inesorabilmente in un gioco mortale di guerriglia urbana. James sembra essere indifferente alla morte.
Mentre i soldati lottano per controllare la follia del loro nuovo capo, in città esplode il caos, e salta fuori il vero carattere di James, cambiando ogni uomo per sempre.
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