Anteprima Film “14 Km”, i sogni hanno le gambe e possono camminare1

Trama del film “14 Km”:

14 Km parla di un viaggio, il viaggio di Violeta, una ragazzina del Mali che scappa di casa per evitare il matromonio combinato dalla sua famiglia con un vecchio uomo che disgusta.
Durante il viaggio incontra Buba, un calciatore che abita nel vicino Niger e che insieme a suo fratello decide di tentare la sorte in Europa, “dove nessuno muore di fame”…
I ragazzi affrontano il viaggio verso il Marocco insieme, attraversando l’ Algeria con mezzi di fortuna, ma a un certo punto sbagliano direzione e si ritrovano da soli nel deserto del Ténéré e incominciano a girare in tondo. E’ lì che comincia una durissima odissea…

Uscita al Cinema: 28/05/2010
Regia: Gerardo Olivares
Sceneggiatura: Gerardo Olivares
Attori: Mahamadou Alzouma, Aminata Kanta, Adoum Moussa
Montaggio: Raquel Torres
Produzione: Wanda Visión S.A., Explora Films
Distribuzione: Bolero Film
Paese: Spagna 2007
Genere: Drammatico
Durata: 95 Min

Commenti (2)

  1. Abbiamo visto “ 14 Km “ regia di Gerardo Olivares.
    14 km sono la distanza tra Tangeri e Algeciras in Spagna che bisogna percorrere nello stretto di Gibilterra. Sono la distanza tra un Continente come quello africano affamato e abbandonato e quello che ancora in molti credono l’Eden chiamato Europa. Come si sa, centinaia di migliaia di disperati fanno viaggi impossibili per raggiungere un sogno che sogno molto probabilmente non è nemmeno per chi ce la fa. Il documentarista spagnolo Gerardo Olivares ( che ha realizzato docu di argomento naturalistico, culturale e antropologico e un solo film “ Il grande match “ in cui una famiglia nomade della Mongolia, una tribù di cammellieri tuareg del Sahara e una famiglia di indios della Foresta Amazzonica percorrono migliaia di chilometri per vedere in tv la partita Germania-Brasile, finale del Mondiale di calcio 2002 ) ha realizzato questo docu-film nel 2006 ed ha ricevuto nel 2007 un premio al Festival di Valladolid, così ci sembra di ricordare; anno in cui vinse Ermanno Olmi con “ Cento chiodi “.
    Forse siamo ipercritici, forse vediamo troppi film e documentari oppure conosciamo “ da viaggiatori “ quelle realtà, ma ci è sembrato un piccolo film, senza pretese e senza un’idea o una soluzione cinematografica originale o imprevedibile. Quello che ci dovrebbe ‘ sconvolgere ‘ ci sembra molto elducorato e benevolo al punto che i reportages della Gabanelli o di Silvestro Montanaro sull’argomento sono molto più radicali e sconvolgenti.
    Il film inizia in Mali, sul fiume Niger, dalle parti di Timboctou ( scusate la digressione, se vi piace viaggiare, fate un passaggio o anche un viaggio in quelle fantastiche zone ).
    Una signora e suo figlio stanno trattando con un vecchio viscido il matrimonio tra la giovanissima figlia Violeta e il porco stupratore: dieci mucche e cento chili di sale. Ma la ragazzina che è stata abusata da bambina da quell’uomo ha il coraggio di scappare di casa e di partire verso l’Europa. In quegli stessi giorni, al sud della Nigeria, Buba, un bravo ragazzo, talentuoso nel calcio, e meccanico per sopravvivere, si fa convincere da suo fratello Mukela a tentare il viaggio verso l’Europa. Naturalmente Violeta e i due ragazzi si incontrano durante il viaggio in direzione del Marocco: a lei hanno rubato tutto tranne il biglietto di viaggio. Si perdono, si rincontrano nel mezzo del deserto del Tenerè, non sapendo bene che direzione prendere e naturalmente la sbagliano: girando in tondo per giorni. Svenuti e disidratati vengono trovati da due Tuareg che riescono a salvare Violeta e Buba ma non Mukela che verrà seppellito in quel luogo. Li accolgono nelle loro tende, li fanno riprendere fino a che i due ragazzi ripartono e giungono dove si possono comprare passaporti falsi. Ma durante il viaggio in pullman lei viene fermata dalla polizia e arrestata per il passaporto, Buba prova a salvarla, ma non c’è niente da fare. Il giovane riprende il cammino anche a piedi tra Algeria e Marocco, viene rimandato indietro, sbattuto dalle guardie di frontiera da un posto all’altro , ma arriverà a Tangeri, ma verrà arrestato ed espulso. Ma lui ostinato a piedi torna indietro, fino al villaggio di mare di Asillah in Marocco ( altro posto che potreste visitare ). Qui ritrova Violeta in un bordello e con lei si imbarca su un battellino verso la Spagna. Potrebbe finire qui: invece li ritroviamo il giorno dopo correre nella Spagna del sud, intercettati dalla polizia ( che non è da meno di quella italiana, anzi… ) e nonostante loro alzino le mani e si arrendano…
    Cosa aggiungere ? E’ un docu-film che si fa vedere, girato con pochi soldi e con uno script in progress, fatto sul campo. Forse un po’ ottimista tenendo presente quelle realtà che spesso sono vicine alla barbarie.

  2. Ho visto il film lunedì 23/8/10
    mi è piaciuto ma perde molto nel doppiaggio: le voci non mi sembrano adatte alla drammaticità delle scene evidente nelle espressioni degli attori. Udire le voci reali risulterebbe più coinvolgente. Naturalmente i sottotitoli devono essere rapidamente leggibili, cosa spesso impossibile sia per dimensioni che per colori caratteri . Spesso si usa il bianco invisibile in scene luminose.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>