Meryl Streep con The Iron Lady diventa Margaret Thatcher

di Francesca Commenta

 

Seduta di make-up tra le abili mani dei truccatori o bravura a calarsi nella parte di un personaggio forse un pò scomodo e per nulla semplice da interpretare. Entrambe le cose e, intanto, Meryl Streep nel suo ultimo film “The Iron Lady” è apparsa uguale al politico al quale presta volto e caratteristiche:   Margaret Thatcher, la prima donna primo ministro della Gran Bretagna. Persino alla presentazione avvenuta qualche settimana fa sembravano due gocce d’acqua e anche negli atteggiamenti: che l’attrice abbia la verve giusta per diventare un conservatore? Del resto l’Oscar non si conquista tutti i giorni e lei lo tiene ben stretto a casa, visto che l’ha proprio meritato.

Bellissimi per l’occasione i racconti in merito ad un personaggio che ha studiato per poterlo meglio seguire calandosi poi nei suoi panni. Ha detto ad esempio di aver visitato il Parlamento per fare ricerche sul ruolo della Thatcher, che ha governato la Gran Bretagna dal 1979 al 1990. Tuttavia la stessa famiglia interessata si è mostrata sin dall’inizio delle riprese un pò timorosa. La paura è che il film possa essere interpretato male e diventare di parte. Tutte rassicurazioni che sin dai primi giorni, però, sono arrivate dalla regista Phyllida Lloyd. La narrazione, del resto non segue nelle intenzioni alcun indirizzo ideologico.

 

La stessa Lloyd ha confermato che spera di aver reso “giustizia per quello che la Thatcher ha fatto nella sua vita e per la passione delle sue convinzioni. Spero che il pubblico si accorgerà che Meryl l’ha trattata con grande dignità e attenzione al dettaglio, quindi sono fiduciosa che si noterà l’estremo rispetto che le abbiamo portato“. A noi non resta che godere di una attrice che da sempre il massimo di sè sul grande schermo e non conosce flop. Artista vecchio stampo, dalla preparazione di ferro è un esempio per quanti sognano di intraprendere tale tipo di carriera anche oggi che il settore è un pò inflazionato e pieno di attori non troppo talentuosi, in America come altrove.

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