Montefiascone. Dopo l’incontro di domenica 27 Luglio con Amnesty International, la Rocca dei Papi ha visto protagonista PUPI AVATI – come secondo Ospite della Sezione ELITE – Incontri con gli autori. Il regista de IL NASCONDIGLIO – accolto in sala dal numeroso pubblico che ha assistito alla proiezione del suo ultimo film – ha affascinato gli spettatori con piccole curiosità e aneddoti dei quali si è servito per raccontare il suo Cinema.
“A settembre festeggerò i 40 anni della mia attività” – ha esordito Avati. “Molti anni fa, quando ero un ragazzo, a Bologna sognavo anch’io, insieme a dei ragazzi tipo questi che sono qui a presentarmi, di creare qualcosa di importante: loro hanno realizzato un Festival, noi sognavamo di realizzare un film, anche se il cinema era la cosa più lontana che avremmo potuto fare”. La delusione di vedersi sfumare il sogno adolescenziale di diventare un jazzista e poi l’incontro casuale con 8e1/2 di Fellini, hanno fatto comprendere al regista “quale poteva essere la potenzialità del mezzo espressivo cinematografico”.
Gli esordi però non sono stati molto facili per Avati che ha incontrato non pochi ostacoli con le produzioni ma i suoi racconti nella sala Innocenzo III della Rocca di Montefiascone hanno divertito e fatto riflettere. “Io con il cinema riesco a dire chi sono” – ha dichiarato Avati – “sono convinto che ognuno abbia una sua identità che potrebbe essere eccezionale, perché ognuno rappresenta un’eccezione: deve trovare solo uno strumento per potersi esprimere. Tutti devono lasciare una traccia di quello che sono e di quello che sono stato durante la sua vita: perché siamo tutti unici e irripetibili”.
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