Moore a nord e Stone a sud: le nuove coordinate del cinema americano

 Ben 2 documentari stanno caratterizzando le ultime giornate veneziane. Da una parte il nuovo lavoro del piacione Michael Moore Capitalism: a love story, che critica il sistema capitalistico statunitense, dall’altra Southland border di Oliver Stone, un ritratto inedito del presidente venezualano Chavez e del nuovo corso politico, economico e sociale dell’America Latina.
L’autore di Sicko, presente ieri sera in Sala Grande, ha puntato il suo obbiettivo sulle malefatte del capitalismo selvaggio, dei crack bancari, dei ricchi che non si accontentano della loro ricchezza e rubano ai poveri e su come questa situazione è stata alimentata dal’interno del paese. Uno sguardo feroce e al contempo fin troppo semplificato, ma lui dice che è voluto, così da riuscire a spiegare anche ai bambini di due anni cosa c’è che non va. Il gioco funziona, come sempre con Moore, ma sicuramente la visione è parziale e partigiana. Il film è in concorso: chissà se bisserà il successo di Fahrenheit 9/11 che vinse a Cannes.

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Triplo Herzog

 Già la Mostra ci aveva stupito inserendo in concorso l’ultimo film di fiction dell’ormai convinto documentarista Werner Herzog, che si cimenta addirittura con un remake, ma ha anche scodellato il film a sorpresa che… sorpresa, è ancora di Werner Herzog. Anzi di più, è di Herzog ed è prodotto da David Lynch.
Il fine settimana della Mostra del Cinema è cominciato così, all’insegna di un doppio colpo di scena. Da una parte la sorpresa nell’assistere a Bad Liutenent. Call of port: New Orleans che più che un remake de Il Cattivo Tenente di Abel Ferrara è un noir herzoghiano con risvolti ironici e grotteschi. “Io non so chi sia Abel Ferrara e non ho mai visto nessuno dei suoi film” ha dichiarato il regista tedesco in conferenza stampa. Realtà o bugia? Noi propendiamo per la seconda ipotesi, visto che nonostante la sceneggiatura abbia eliminato tutti i riferimenti religiosi e cattolici, tema preponderante del primo “cattivo tenente”, la camera del nuovo cattivo tenente (uno stordito Nicholas Cage da applausi) contiene una bella collezione di statue raffiguranti la Madonna. Un caso?

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A settembre uscirà in tutti i cinema il nuovo film di Tony Jaa intitolato: “Ong Bak 2”

 La trama di questo film ci porta verso la fine del XV secolo (l’era Ayutthaya della storia thailandese, 1350-1767) quando l’ammutinamento di un commando militare fà perdere la vita al comandante Lord Sihadecho (Santisuk Promsiri) e ha sua moglie (Pattama Panthongphetthai). Il loro giovane figlio Tien invece (Natdanai Kongthong) sembra riesca a fuggire ma viene catturato da una banda di crudeli mercanti di schiavi, che per aver fatto resistenza lo buttano in una fossa di coccodrilli destinata ai combattimenti di gladiatori. Tien sconfigge il coccodrillo e viene riscattato da Chernang (Sorapong Chatree), il capo dei banditi della “Scogliera dell’Ala di Garuda”, il quale, intuendo che il ragazzo sta coltivando un animo da guerriero, lo prende sotto la sua protezione e lo allena in varie arti marziali. Anni dopo, ormai cresciuto, Tien (Tony Jaa) parte alla ricerca degli assassini dei suoi genitori per vendicare la loro morte. Quello che andrete a vedere al cinema è una serie infinita di combattimenti senza sosta, tonificanti, adrenalinici, violenti concentrati sulle autentiche capacità dell’attore nella arti marziali con una minima parte di effetti speciali, quindi non perdete tempo e correte subito al cinema a godervi lo spettacolo.

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Verso la metà di settembre non perdetevi al cinema:”Pelham 1-2-3: Ostaggi in metropolitana” il nuovo film di Tony Scott

 In Pelham 1 2 3: Ostaggi In Metropolitana, (Denzel Washington) occupa la parte di un dipendente della metropolitana di New York Walter Garber, che vede una giornata come tante altre trasformarsi in men che non si dica in un incubo a causa di un crimine estremo: il dirottamento di uno dei treni della metropolitana. (John Travolta) interpreta Ryder, la mente criminale che, come capo di un gruppo armato di quattro persone, minaccia di uccidere i passeggeri del treno, a meno che non venga pagato loro un riscatto nel giro di un’ora. Mentre la tensione e l’adrenalina salgono, Garber sfrutta la sua ampia conoscenza del sistema di metropolitane in una battaglia per sconfiggere in astuzia Ryder e trarre cosi in salvo gli ostaggi. Ma c’è un enigma che Garber non riesce proprio a risolvere: anche se i ladri otterranno quello che desiderano, come faranno a scappare?

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Il 9 settembre uscirà al cinema il nuovo film di Jörgen Bergmark intitolato: “Una Soluzione Razionale”

 La trama di questo film narra la storia di Erland un uomo che lavora nella cartiera di una cittadina industriale affianco al suo migliore amico, Sven-Erik. Nel tempo libero Erland dirige con sua moglie May una scuola matrimoniale, nella quale si fanno discussioni serali presso la locale Chiesa Pentecostale. Ad un festa Erland conosce Karin, la donna che Sven-Erik ha appena sposato e ne è subito colpito da lei. Tra i due nasce una relazione. Erland allora cerca di trovare una soluzione razionale per risolvere la questione: i quattro devono sedersi attorno ad un tavolo per esaminare con la massima tranquillità la situazione in cui sono finiti. A quel punto si decide che Sven-Erik e Karinh devono traslocare a casa di Erland e May e si stabiliscono dieci regole per la loro nuova vita in comune. L’esperimento li metterà davvero a dura prova, minacciando di farli sprofondare tutti in un grande abisso.

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Due colpacci per Procacci

 La Fandango vince la Coppa Volpi come miglior protagonista delle polemiche. Ieri Domenico Procacci portato al Lido due film che distribuirà in Italia e che hanno già sollevato dei gran polveroni. Il primo è Videocracy, documentario di Erik Gandini presentato all’interno del programma della Settimana della Critica, il quale vorrebbe raccontare la rivoluzione culturale, sociale e politica apportata dalla nascita delle tv commerciali italiane che ha di fatto reso possibile l’ascesa al potere di Silvio Berlusconi. La decisione di Rai e Mediaset di censurare il trailer del film, che sarà in sala già a partire da oggi, ha di fatto reso il documentario uno degli eventi più attesi della Mostra, costringendo l’organizzazione ad aggiungere un’ulteriore proiezione notturna per andare incontro alle richieste del pubblico.

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