Invideo 2008, in scena il cinema di ricerca

 Dopo un’anteprima allo IED di Barcellona la manifestazione, realizzata con la collaborazione dell’Assessorato allo Sport e Tempo libero, sarà a Milano dal 12 al 16 novembre. Oltre 150 opere provenienti da tutto il mondo per la 18esima edizione di Invideo, la Mostra Internazionale di video e cinema”: uno dei più importanti appuntamenti nell’ambito della video arte e del cinema di ricerca. Retrospettive di videoteatro, danza, ritratti d’artista, opere oniriche e astratte, video-poesie, musica per immagini, inediti, personali, ritratti di città e documentari a sfondo sociale e politico dedicate quest’anno a “Terre e cieli” e realizzate con tecniche narrative lontane dal reportage classico. Dopo un’anteprima allo IED di Barcellona la manifestazione, realizzata con la collaborazione dell’Assessorato allo Sport e Tempo libero, sarà allo Spazio Oberdan dal 12 al 16 novembre e dal 15 e 18 novembre al Centre culturel français di Milano. “Dopo il passaggio nella rassegna Milano Settembre Cinema – ha spiegato l’assessore Giovanni Terzi – Invideo entra nel pieno della programmazione confermando la vocazione internazionale della nostra città in questo settore. Un settore che si presta più di ogni altro alla contaminazione di generi, alla sperimentazione, alla commistione di tradizione e innovazione”.’

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Nessuna verità: Di Caprio presenta il suo nuovo film a Roma e sostiene Obama

 Leonardo Di Caprio nel giorno di Obama. “Ho passato tutta la notte sveglio, è una giornata straordinaria. Tutto il mondo ci sta guardando e possiamo essere orgogliosi di essere americani. Mi sono tolto un peso dalle spalle”. Così dichiara Di Caprio che è a Roma per Nessuna verità, la spy story dietro le quinte della guerra in Iraq. Nel film ha il ruolo di Roger Ferris, il miglior agente operativo dei servizi segreti Usa che conosce e ama profondamente il Medio Oriente, al punto da entrare in attrito col suo capo Ed Hoffman (Russell Crowe), padre di famiglia piuttosto appesantito nel fisico, che controlla tutto a distanza con complicati quanto asettici sistemi satellitari e dà ordini tassativi per telefono mentre accompagna i figli a scuola o alla partita di baseball. Combattendo una guerra da un computer portatile in periferia, Hoffman è sulle tracce di un nuovo leader del terrorismo che ha orchestrato una campagna con una serie di esplosioni, eludendo la rete di intelligence più sofisticata al mondo. Per portare il terrorista allo scoperto, Ferris dovrà infiltrarsi in un ambiente torbido, ma quanto più si avvicinerà al bersaglio, tanto più scoprirà che fidarsi può essere per lui una merce pericolosa, ma anche l’unica cosa in grado di tirarlo fuori dai guai ancora vivo.

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Il film Teza trionfa al Festival di Cartagine

 Il film Teza di Haile Gerima (Etiopia) – già Premio Speciale della Giuria alla 65. Mostra di Venezia – ha vinto il Tanit d’ Oro alle 22me Giornate Cinematografiche di Cartagine, il più antico e più importante festival del continente africano, il cui concorso è riservato a film africani e arabi.

All’opera di Gerima – particolarmente acclamata a Venezia dalla critica internazionale – sono andati anche altri 4 premi ufficiali (migliore sceneggiatura, miglior fotografia, migliore musica, miglior attore non protagonista), ed è la prima volta nella storia delle Giornate di Cartagine che il Tanit d’ Oro riceve anche altri premi. La giuria, così come tutta la stampa e i media africani e arabi, hanno gridato al capolavoro, definendo Teza un film epocale per il cinema del continente.

Teza è la cronaca del ritorno al suo paese d’origine – dopo alcuni anni in Germania studiando medicina – dell’intellettuale etiope Anberber, durante il repressivo regime marxista di Haile Mariam Mengistu. Anberber prende coscienza del proprio disallineamento e della propria impotenza, di fronte alla dissoluzione dei valori umani e sociali del suo popolo. Il sogno di utilizzare le proprie conoscenze per migliorare le condizioni di salute degli Etiopi, viene infranto da una giunta militare che utilizza gli scienziati per scopi politici.

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Frontiers: preparatevi al peggio!

 Xavier Gens, un regista desideroso di cambiare il panorama della cinematografia francese ci promette brividi e alta tensione con il suo nuovo film Frontiers, in uscita nelle nostre sale il 7 Novembre.

Una banda di ragazzi si ritrova a scappare dalla polizia. Durante la fuga il gruppo si divide e quattro di loro fuggono verso la frontiera riuscendo a rifugiarsi vicino al confine con il Belgio in un ostello semi abbandonato. L’atmosfera malsana del caseggiato fa capire subito ai ragazzi che qualcosa non va…L’ostello è gestito da due sorelle che hanno un rapporto morboso e da un anziano ex-colonnello dispotico ed autoritario. Ospite fissa è una giovane donna che si veste e parla come fosse ancora una bambina di 11 anni. La situazione in principio provoca nei ragazzi una reazione spavalda e aggressiva nei confronti di quelle persone così strane, ma il clima insano che si respira nell’ostello li convince ad andarsene al più presto. Ma ormai è troppo tardi…Inizieranno una serie di torture indicibili nei confronti dei ragazzi che porteranno allo scioccante finale… Non c’è dolore abbastanza forte da saziare quei pazzi psicopatici…

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Spiagge di un altro pianeta

 In Anteprima il 7 novembre al cinema Anteo di Milano esce il film Un altro pianeta del regista Stefano Tummolini. Classe 1969 Tummolini viene da collaborazioni di tutto rispetto, da Maurizio Ponzi di Besame Mucho a Ferzan Ozpetek de Il bagno turco, passando ahimè anche da fiction televisive di seconda e terza scelta (come ai mercati generali) da Il bello delle donne a Distretto di Polizia. Presentato al Festival del Cinema di Venezia Off, questo è il suo primo lungometraggio è si butta subito a capofitto in zone inaspettate. Chi lo ha definito un piccolo Rohmer ma più disinibito, chi vi scorge lezioni di zavattiniana memoria arrivando al dunque sembrerebbe un piccolo gioiello di parsimonia artistica. Un badget quasi inesistente, per gli standard di oggi, solo 1000 euro, una videocamera digitale, una spiaggia, di quelle libere e il mare, tanto quello non si paga.
La colonna sonora quasi completamente inedita, scritta da un giovane autore napoletano, Francesco Maddaloni, tra cui spicca Non sarò mai una sirena interpretata da Leopoldo Mastelloni e come cameo finale la canzone Mediterranea di Giuni Russo in una inedita versione live.

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Di mamma ce n’è una sola?

Ferragosto di ferie, di viaggi e di vacanze, ma non per loro. Queste quattro arzille vecchiette, alla soglie dei novanta, deluse probabilmente dal comportamento dei propri figli cercano in tutti i modi di trovare un luogo dove trascorrere questi giorni di solitudine ma anche un luogo dove sentirsi accettate, in un certo senso volute. Il pranzo di ferragosto è il momento migliore per parlare di questo problema che ormai si è radicato in ogni strato sociale, nessuno escluso. Una ad una arrivano in casa di Gianni, che vive ormai solo con una madre ingombrante ed iperprotettiva, nonostante l’età, la mamma e la zia dell’amministratore condominiale e la mamma del medico-amico di famiglia. Qui, in due giorni, monopolizzano la quotidianità del povero Gianni che dovrà, a malincuore, sottostare ai loro capricci di bambine un pò cresciute e alle loro continue richieste di attenzione. Il ferragosto è trascorso, il pranzo è stato piacevole, i dissapori contingenti si sono risolti e finalmente Gianni potrebbe riacquistare il suo tempo e la sua casa, ma le quattro ospiti hanno bisogno di lui, di unire le loro rispettive solitudini, di prolungare quanto più è possibile questo tempo di allegria e di diletto.

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Tiffany e i tre briganti: la fiaba diventa film

 Tratto dal classico della letteratura per ragazzi esce in Italia il 7 Novembre I tre briganti di Tomi Ungerer (oltre 2 milioni di copie vendute in tutto il mondo). Questo meraviglioso film di animazione riesce a combinare poesia, immaginazione e incanto con un irresistibile tocco di impudenza e anarchia infantili.
È la prima volta che viene tratto un lungometraggio da un’opera del noto autore e illustratore Tomi Ungerer. Le richieste nel passato erano state molte ma Ungerer non aveva mai avuto tanta fiducia in qualcuno da consentirgli di portare una delle sue favole sul grande schermo, in un film di animazione. Fino a oggi…Per il produttore Stephan Schesch (Il cane giallo della Mongolia, Werner- mangia la mia polvere!) portare I tre briganti sul grande schermo è stata la realizzazione del sogno di una vita. «Conosco e amo questo libro fin da bambino. l’avrò letto ai miei figli almeno tremila volte. ogni volta che lo leggevo, provavo un desiderio sempre più forte non solo di adattarlo per il cinema, ma di farne un film assolutamente speciale.»

La trama
C’erano una volta tre spietati brigantacci vestiti di lunghi mantelli e cappellacci neri, che, armati fino ai denti con un fucile a tromba, un soffietto a pepe e un’ascia rossa, depredavano carrozze accumulando immense ricchezze. E c’era una volta un’orfanella di nome Tiffany che a bordo di una carrozza, nel buio della notte si dirigeva verso l’orfanatrofio. Un tetro castello tra i monti., dove la direttrice, la Maestra Cattiva, costringeva i poveri orfani a lavorare come schiavi nella piantagione di barbabietole per soddisfare la sua sinistra avidità di denaro – Niente Barbabietole Niente Amore – urlava tutto il giorno…

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