Il cinema americano rimette le lancette dell’orologio indietro.
Non è questione di ore solari, ma voglia di ributtarsi a corpo morto sul ‘full contact’. Cinema senza esclusione di colpi, di quelli che mandavano in solluchero le platee degli anni Ottanta, sferrando colpi proibiti a cui era impossibile resistere.
L’epoca di Van Damme e dei suoi epigoni è definitivamente chiusa? Non fa niente. Jeff Wadlow (lo avevamo già apprezzato nel suo precedente “Nickname: Enigmista“) aggiorna quella straordinaria formula ludica al cinema di oggi. E non racconta di supereroi nerboruti pronti a tutto pur di avere la meglio sull’avversario, ma taglia trasversalmente il mondo giovanile.
“Never Back Down” (letteralmente ‘mai cedere, mai tirarsi indietro’) non è semplicemente un affresco di corpi in lotta, punta più in alto. E in primis racconta i giovani d’oggi, regalandoci uno spaccato muscolare e avvincente di un universo abitato da ragazzi che si affacciano alla vita e di desideri pronti ad esplodere con tutta la forza.
Non basta. Perché il film di Wadlow passerà alla storia del cinema di genere come la prima opera ad aver messo al centro del racconto le cosiddette ‘Mixed Martial Arts’, vale a dire le arti marziali miste.