MFF prima puntata – Dentro il festival, dentro il mondo

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Sicuramente gradite le numerose conferme, forse troppe, che completano il programma del tredicesimo Film Festival di Milano, oltre al concorso dei lungo e cortometraggi.
Gli affezionati della manifestazione dovranno districarsi in un turbinio di titoli, orari, sale di proiezioni, sedi diverse, per seguire le sezioni più amate.
Colpe di stato, la rassegna che quest’anno racconta degli attacchi ripetuti e sciagurati contro le democrazie, con i suoi documentari di denuncia sociale ci presenta 9 documentari. Fra questi flow – for love of water di Irena Salina che denuncia lo scandalo della privatizzazione dell’acqua nei paesi in via di sviluppo ad opera delle multinazionali.
Incontri italiani, presenta le opere di giovani registi italiani che non sono entrati nel concorso ufficiale e diventa anche un momento di confronto tra esperienze diverse e strategie comunicative nuove.
Salon des refusés: Gli esclusi o i migliori, dipende dai punti di vista.
Focus animazione con una maratona notturna di cortometraggi animati, per gli appassionati del colore choc.
Soundoc, i documentari che ci raccontano il mondo della musica, le band, i protagonisti e tutte le mode che ciclicamente tornano alla ribalta.
Un altro cinema americano, con il più suggestivo ed inquietante titolo godless America che ci parla degli Stati Uniti, delle sue illusioni, le sue certezze, e i suoi idoli d’oro e di fango.
In questo marasma anche alcune novità, quelle che scuoteranno le nostre coscienze, ci faranno gridare indignati i nostri aut-aut, che risveglieranno i nostri sopiti moti controrivoluzionari.

L’Immigration day e un giorno davvero speciale. Martedì 16 alle 16.00 al Tatro Dal Verme Gard Lenrner modererà l’incontro: “Come cinema e informazione (non) raccontano l’immigrazione”.
Dalla valigia dei Gypsy Movies – I gitani al cinema, ripeschiamo vecchie sonorità gitane, le immagini più poetiche già raccontate nei film di Kusturica.
Il Festival del mondo ci ricorda che non siamo soli, nell’infinto universo di celluloide.
Le due sezioni dedicate agli invisibili ci svelano un altro modo di fare e vivere il cinema, un altro modo di sopravvivere, dove la libertà di parola non è un regalo scontato.

Il resto del programma è scintillante come i concerti all’aperto sul sagrato del teatro Strehler, rassicurante come il il servizio di baby sitting per i geniitori con abbonamento, sostenibile come la sezione dedicata al prossimo Expo 2015, che ci spiega tutte le iniziative legate al tema: “Feeding the Planet, Energy for Life”.

Il resto lo potete trovare all’indirizzo www.milanofilmfestival.it

Articolo a cura di Luca Lupo

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