Invideo 2008, in scena il cinema di ricerca
Dopo un’anteprima allo IED di Barcellona la manifestazione, realizzata con la collaborazione dell’Assessorato allo Sport e Tempo libero, sarà a Milano dal 12 al 16 novembre. Oltre 150 opere provenienti da tutto il mondo per la 18esima edizione di Invideo, la Mostra Internazionale di video e cinema”: uno dei più importanti appuntamenti nell’ambito della video arte e del cinema di ricerca. Retrospettive di videoteatro, danza, ritratti d’artista, opere oniriche e astratte, video-poesie, musica per immagini, inediti, personali, ritratti di città e documentari a sfondo sociale e politico dedicate quest’anno a “Terre e cieli” e realizzate con tecniche narrative lontane dal reportage classico. Dopo un’anteprima allo IED di Barcellona la manifestazione, realizzata con la collaborazione dell’Assessorato allo Sport e Tempo libero, sarà allo Spazio Oberdan dal 12 al 16 novembre e dal 15 e 18 novembre al Centre culturel français di Milano. “Dopo il passaggio nella rassegna Milano Settembre Cinema – ha spiegato l’assessore Giovanni Terzi – Invideo entra nel pieno della programmazione confermando la vocazione internazionale della nostra città in questo settore. Un settore che si presta più di ogni altro alla contaminazione di generi, alla sperimentazione, alla commistione di tradizione e innovazione”.’
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Letteralmente impazzite le ragazzine italiane, accorse in 20.000 al concerto tenutosi a Milano il 5 ottobre 2008 per i Jonas Brothers, la boy band statunitense formata dai tre fratelli Jonas, appunto, saranno contente di sapere che presto li potranno ammirare anche al cinema nel film “Walter the Farting Dog” una commedia tratta da alcuni racconti per ragazzi degli scrittori William Kotzwinkle e Glenn Murray. I tre ragazzi oltre a musicare alcune colonne sonore per la Walt Disney hanno anche partecipato ad un reality per la stessa casa di produzione e si sono cimentati come attori nella serie di Hannah Montana e sono i protagonisti del Dokumentary Camp rock uscito quest’anno anche in Italia. Con all’attivo già ben tre album il gruppo dei Jonas Brothers si appresta ad entrare ai primi posti delle prossime hit dei botteghini. Speriamo non facciano la fine degli Hanson’s.
Al festival di Roma ci sarà anche il regista polacco Krzysztof Zanussi, già vincitore di un premio speciale ai David di Donatello e il premio come miglior regia per il film Costans al Festival di Cannes. Oggi in concorso presenterà la sua ultima fatica, dopo Persona non grata e Il sole nero, Con il cuore in mano (With a Warm Heart). Un rappresentante dell’oligarchia polacca, corrotto dal potere e dalla ricchezza, scopre di soffrire di una seria malattia al cuore. La salvezza puo’ consistere solo nell’immediato trapianto. Per puro caso incontra in ospedale un giovane che non ha più voglia di vivere a causa di una delusione d’amore e della perdita del lavoro. Il potenziale suicida e’ dunque il donatore ideale, basta solamente aiutarlo a passare ad altra vita… Zanussi ha voluto sottolineare che la sua è una favola non dei buoni sentimenti, la vita dei suoi protagonisti non è regolata dagli ideali di fratellanza e di generosità ma le loro scelte sono dettate dalla paura della morte. Un film sceneggiato dallo stesso Zanussi prodotto in Polonia con un cast tutto polacco: Bohdan Stupka (Konstanty), Marek Kudelko (Stefan), Szymon Bobrowski (Angelo), Marta Zmuda Trzebiatowska (Malgorzata), Maciej Zakoscielny (segretaria), Borys Szyc (avvocato).
Due novelli sposi si trasferiscono nella casa dei loro sogni in una tranquilla zona della California meridionale, ma si accorgeranno ben presto che quello che si è presentato a loro come un vicino premuroso e rassicurante, in realtà si trasformerà in un incubo insostenibile e porterà la convivenza a un punto di non ritorno. Questo è il plot centrale del film La terrazza sul lago, che uscirà in Italia il 31 ottobre, di Neil LaBute (Amici e vicini, Nella società degli uomini), ed interpretato da una vecchia conoscenza del cinema d’azione/poliziesco Samuel L. Jackson (Pulp Fiction) e dalle giovani promesse Patrick Wilson (Little Children) e Kerry Washington (Ray, L’ultimo Re di Scozia), per la Sony Pictures.
Sarà Colin Farrell a calpestare il tappeto rosso (in contro tendenza, ancora per un pò, lo pronuncerò in italiano) della Festa del cinema di Roma, per presentare il film di Gavin O’Connor, Pride and Glory-Il prezzo dell’onore. Nelle sale italiane uscirà invece il 31 ottobre. Sceneggiato da Joe Carnahan e dallo stesso O’Connor, racconta di una famiglia di poliziotti del dipartimento di New York immischiati in un delicato scandalo di corruzione che, inevitabilmente, li metterà di fronte alle loro responsabilità personali e alla fine uno contro l’altro. Quattro agenti della polizia di New York sono rimasti uccisi in un agguato. Il tragico evento scuote l’intero Dipartimento di Polizia, mettendo tutti in allerta. Con un assassino a piede libero e così tanto in gioco, Il Capo dei Detective di Manhattan, Francis Tierney Senior (Jon Voight), chiede a suo figlio, il Detective Ray Tierney (Edward Norton), di condurre
Per le complicazione di un infarto è morto ieri 26 ottobre Gerard Damiano,alias Jerry Gerard, al secolo Gerard Rocco Damiano, il regista del famoso Gola profonda, uno dei più noti film hard della storia del cinema moderno. Era nato 80 anni fa a Chicago da una famiglia di chiare origini italiane e dopo aver abbandonato la carriera di parrucchiere e aver mutato il nome in uno più americaneggiante, aveva convinto la moglie dell’amico Chuck Traynor, gestore di un topless bar e grande sostenitore della tecnica della “Deep Throat“, Linda Susan Boreman, da lui ribattezzata Linda Lovelace a diventare la protagonista del suo film.
E’ firmato da uno dei registi più stimati di Bollywood, Santosh Sivan, il secondo film presentato oggi in concorso ad Alice nella città, Tahaan: a Boy with a Grenade. Una favola ambientata in un territorio bellissimo e conteso come il Kashmir, che vede protagonista Tahaan un bambino che, a seguito di un lutto familiare, partirà alla volta delle montagne in cerca del suo unico amico, un asino portatogli via con la forza. Dopo 25 anni trascorsi come direttore della fotografia Sivan passa per la terza volta alla macchina da presa per questa nuova favola per ragazzi. Pur non essendo un film in costume, né una produzione tenuta a battesimo da una star internazionale, anche Tahaan rappresenta un evento. E’ il primo film che viene girato in Kashmir da 18 anni a questa parte. Ma soprattutto punta a mostrare ai ragazzi di tutto il mondo come sia surreale vivere in un Paese spesso al centro di conflitti armati, come ha spiegato l’autore: “Dopo The Terrorist mi sarebbe piaciuto realizzare un lavoro simile per bambini e adolescenti, qualcosa che potessero guardare senza rimanere sconvolti ma che non fosse superficiale”. In Tahaan infatti sono molti i piani di lettura che si intersecano: tanti spettatori non faranno che chiedersi se il piccolo protagonista riuscirà a ritrovare il suo asino ma alla fine questa vicenda diventerà solo uno dei tasselli del film. “Il ciuchino è una metafora - ci ha detto il regista - grazie a lui Tahaan imparerà che nella vita per perseguire i propri scopi è sempre necessario intraprendere un viaggio”.
Al Pacino riceverà il Marc’Aurelio d’oro come tributo alla sua straordinaria carriera, incarnazione vivente dell’Actors’ Studio, la più grande scuola di recitazione del mondo che qui al Festival è sempre stata di casa. In completo grigio, piuttosto elegante, non alto col suo metro e settanta, con quei 68 anni portati molto bene, con un Premio Oscar per Profumo di donna e un sacco di candidature, sette in tutto, si lascia andare all’aneddoto e allo scherzo, mentre sul palco lo spalleggiano Antonio Monda e Mario Sesti. Questa sera passerà sul tappeto rosso del Festival, che proietterà il suo secondo film da regista, Chinese Coffee, girato nel 2000 ma ancora inedito in Italia.
