Dopo i paesaggi onirici di “Non è un paese per vecchi” e gli istruttori di fitness fuori di testa di “Burn after reading“, i fratelli Coen tornano a casa. Davanti alla sinagoga, nei pressi della casa natale, vicino alla loro infanzia. Ma non è il posto delle fragole. Non c’è malinconia, non c’è tenerezza, non c’è rimpianto. Ma solo follia. Stavolta al cubo. con A Serious Man.
Presentato all’edizione 2009 della Festa di Roma, “A Serious Man” è stato accolto a dir poco trionfalmente. Fiumi d’inchiostro e standing ovation da brivido per i due fratelli più geniali e costantemente irriverenti del cinema americano odierno. I quali, spostato l’asse della loro prodigiosa macchina da presa sull’ebraismo e affini, si sono superati.
Perché il loro “A Serious Man” è di gran lunga l’opera più sorprendente che abbiano girato negli ultimi anni.