Ce n’è per tutti: al cinema dal 20 Novembre

 Il 20 Novembre esce Ce n’è per tutti, un film di Luciano Melchionna con Lorenzo Balducci, Ambra Angiolini, Micaela Ramazzotti, Stefania Sandrelli, Anna Falchi.

La trama di Ce n’è per tutti

Un ragazzo, Gianluca (Lorenzo Balducci), incapace di reggere le contraddizioni della vita e il dolore del mondo, sale sul Colosseo con la volontà di estraniarsi da tutto. Sotto, la realtà invadente, l’indifferenza e il cinismo dei mass-media assediano lui e i suoi strampalati genitori, mentre gli amici confusi e superficiali si producono, involontariamente, in performance esilaranti nel tentativo di raggiungerlo. L’arrivo lassù della nonna di Gianluca, che gli ricorda la giocosità dell’infanzia, la leggerezza dell’esistenza e l’accettazione della vita per com’è, sembrerebbe la chiave risolutiva per salvarlo… Un mondo di sopravvissuti. Ragazzi e ragazze che, grazie a Gianluca, rallentano per la prima volta la propria inutile corsa. Per guardarsi dentro.

Ce n’è per tutti è distribuito da Medusa Film.

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Medfilm Festival: vince Eyes Wide Open

 Al Medfilm Festival trionfa il coraggio: vince l’israeliano Eyes Wide Open di Haim Tabakman

Il coraggio di raccontare la diversità è il vincitore della quindicesima edizione del MedFilm Festival . La giuria del concorso ufficiale ha infatti attribuito il Premio Amore e Psiche a Eyes Wide Open del regista israeliano Haim Tabakman, il Brokeback Mountain di Méa Shéarim, il quartiere ebraico ortodosso di Gerusalemme dove sboccia l’amore e la tormentata passione tra due uomini profondamente religiosi che nonostante i sensi di colpa andranno con coraggio fino in fondo.
Un amore forte fatto di sguardi, narrato con pudore e delicatezza.

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Cinema Italian Style: i film italiani in corsa verso l’ Oscar

 Cinema Italian Style, dal 10 al 18 Novembre porta a Los Angeles una selezione delle migliori produzioni cinematografiche italiane dell’anno.

A dare il via alla kermesse, è stato il film candidato a rappresentare l’Italia agli Oscar, Baaria. Alla premiere, che si è tenuta nella sala dell’Egyptian Theatre di Los Angeles, saranno presenti il regista Giuseppe Tornatore, gli interpreti Margareth Madé, Francesco Scianna e Beppe Fiorello, nonché i produttori della pellicola. La rassegna proseguirà poi con Il grande sogno di Michele Placido; Questione di cuore di Francesca Archibugi; Galantuomini di Edoardo Winspeare; La Siciliana ribelle di Marco Amenta; Tutta colpa di Giuda di Davide Ferrario; Focaccia Blues di Nico Cirasola; Il compleanno di Marco Filiberti. In programma anche due documentari: Vittorio D. di Mario Canale, un ritratto del grande Vittorio De Sica, e Hollywood sul Tevere di Marco Spagnoli, un viaggio nella lunga relazione tra il cinema americano e quello italiano. Chiuderà la rassegna Vincere di Marco Bellocchio, alla presenza dell’attrice protagonista Giovanna Mezzogiorno. Tutte le pellicole presentate parteciperanno alle selezioni ufficiali per i Golden Globes.

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Gli abbracci spezzati: al cinema Lumière in lingua originale!

 Gli abbracci spezzati in prima visione e in versione originale spagnola con sottotitoli italiani al Cinema Lumière della cineteca di Bologna nei seguenti giorni:
venerdì 13: ore 17.30, 20 e 22.30;
sabato 14 novembre: ore 20 e 22.30;
domenica 15 novembre, ore 15, 17.30, 20 e 22.30;
lunedì 16, martedì 17 e mercoledì 18 novembre: ore 17.30, 20 e 22.30;
giovedì 19 novembre, ore 20 e 22.30.

Alcune recensioni sul film Gli abbracci spezzati:

Gli abbracci spezzati è un film romantico, con storie d’amore molto intense tra i quattro personaggi principali, che si intrecciano fra loro, e con una storia d’amore di fondo: la mia storia d’amore con il cinema. Cito anche film che non sono miei, come Viaggio in Italia di Rossellini. Questo film è la mia dichiarazione d’amore per il cinema. Non è strano quindi che ci siano tante citazioni.
(Pedro Almodovar)

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Pier Paolo Pasolini e la televisione: appuntamento al cinema Lumière di Bologna

 Pier Paolo Pasolini, proiezioni, incontri e dibattiti, il 13 e 14 novembre 2009 al cinema Lumière della cineteca di Bologna.
La critica della modernità di Pier Paolo Pasolini, la sua visione di una società omologata dal consumismo, continua ad essere sempre più drammaticamente attuale. La televisione, secondo Pasolini, “non è soltanto un luogo attraverso cui passano i messaggi, ma è un centro elaboratore di messaggi. È il luogo dove si fa concreta una mentalità che altrimenti non si saprebbe dove collocare. È attraverso lo spirito della televisione che si manifesta in concreto lo spirito del nuovo potere”.

È “un medium di massa” che si asserve alla massa dei telespettatori “per asservirli”, ossia per imporre loro “la leggerezza, la superficialità, l’ignoranza, la vanità”, quali modelli di “una condizione umana obbligatoria”. Soprattutto negli ultimi anni di vita, Pasolini sviscerò le forme di condizionamento esercitate dalla “stupidità delittuosa della televisione” nel linguaggio e nelle forme di comunicazione adottate dagli italiani, scoprendo le forme di un processo di profonda e irreversibile trasformazione della cultura e della società dove le diversità venivano cancellate e sostituite da “valori falsi e alienanti”.

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Good Morning Aman: al cinema dal 13 Novembre

 Good Morning Aman, film d’esordio di Claudio Noce approda sui grandi schermi il 13 Novembre. Il film racconta la storia di amicizia tra il giovane Aman (Said Sabrie), un ragazzo italiano di origine somala e Teodoro, un ex pugile di quarant’anni vittima del suo doloroso passato, interpretato da Valerio Mastandrea. Sarà proprio l’amicizia che Aman offre a Teodoro a permettere a quest’ultimo di uscire dall’isolamento in cui vive da anni. Da sfondo, una Roma raccontata in modo assolutamente inedito e un’affascinante Anita Caprioli anche lei smarrita, in cerca della sua identità. “Con Good Morning Aman il mio tentativo – dice Claudio Noce – è stato quello di mettere in scena una storia sull’identità e l’integrazione scavando nel rapporto di amicizia e solitudine tra due italiani: uno bianco e l’altro nero. Sono molto felice che a un film, con un protagonista italiano di origine somala venga data questa opportunità”. “Sono orgoglioso – sottolinea l’Amministratore Delegato di Cinecittà Luce, Luciano Sovena – di dare visibilità ad un nuovo, sicuro talento”.

Il Film prodotto da Dodo Fiori per la DNC Cinematografica in collaborazione con Rai Cinema, è riconosciuto di interesse culturale nazionale dalla Direzione Generale per il Cinema presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Good Morning Aman è distribuito da Cinecittà Luce.

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L’ uomo che fissa le capre: la guerra a colpi di risate!

 Negli ultimi anni il cinema di guerra ci ha fatto patire (“The Kingdom”, “Nella valle di Elah”), piangere (“Grace is gone”) e indignare (“Redacted”).
Ora è arrivato il momento di rilassarsi. Di staccare la spina da guerre preventive, soldati di ferro andati in briciole, armi di distruzioni di massa e militari che non rivedranno più il focolare domestico. E’ arrivato il momento di ridere.

L’uomo che fissa le capre” con il bel George Clooney è stato uno dei film più applauditi al recente Festival di Venezia. Regolare. Ed è partito bene anche al cinema! Il film di Grant Heslov è una delle sorprese dell’anno. Parla di guerra, ma scatena risate ogni minuto. E’ pieno di caserme e di militari, di armi e di polvere, di politica e di capre. Sì, avete letto bene, capre.
Una grande commedia umana. L’ uomo che fissa le capre, raccontato con straordinaria leggerezza, inarrivabile arguzia e infallibile spietatezza. Era dai tempi dell’Altman di “M.A.S.H” che un fronte di guerra non faceva ridere tanto.

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Torino Film Festival: inizia il conto alla rovescia

 Giunto alla 27° edizione e diretto per il primo anno da Gianni Amelio, il TORINO FILM FESTIVAL continua nel solco della tradizione il suo percorso di scoperta e riflessione critica sul cinema contemporaneo, i suoi linguaggi, i suoi autori.

Il Torino Film Festival, al cui timone sono stato chiamato, è in buona salute – ha spiegato Gianni Amelio, alla conferenza stampa di presentazione

Ad aprire la 27° edizione del TORINO FILM FESTIVAL sarà, il 13 novembre, nella prestigiosa sede del Teatro Regio, l’anteprima internazionale di Nowhere Boy, primo lungometraggio della regista inglese Sam Taylor Wood, incentrato sugli anni giovanili di John Lennon e tratto dal libro Imagine This: Growing Up With My Brother John Lennon, scritto da Julia Baird, sorellastra di John. Nel 2010, tra l’altro, ricorrerà il trentennale della morte dell’artista inglese.
Lennon, quindicenne, è diviso tra l’amore per la zia tradizionalista, che l’ha cresciuto, e la madre, appassionata di rock, che ha appena ritrovato; confuso, si rifugia nella musica, insieme all’amico Paul McCartney.
Più una dichiarazione d’amore che una semplice biografia, Nowhere Boy non si limita a raccontare l’adolescenza di Lennon, ma riesce anche a trasporre sullo schermo la ricchezza di suggestioni che in quegli anni ne hanno alimentato il genio. Il tutto accompagnato da un uso sapiente della musica dell’epoca e del repertorio degli esordi di Lennon e McCartney.

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Gli abbracci spezzati: Penélope Cruz nel nuovo film di Pedro Almodòvar

 Gli abbracci spezzati, il nuovo film di Pedro Almodóvar con Penélope Cruz esce al cinema il 13 Novembre distribuito dalla Warner Bros.

Gli abbracci spezzati è la storia di Mateo, Lena (Penélope Cruz), Judit ed Ernesto Martel è una storia di “amour fou” dominata dalla fatalità, la gelosia, l’abuso di potere, il tradimento ed il complesso di colpa. Una storia emozionante e terribile la cui immagine più espressiva è la foto dei due amanti abbracciati, rotta in mille pezzi.

La trama del film Gli abbracci spezzati

Un uomo scrive, vive e ama nell’oscurità. Quattordici anni prima ha sofferto un terribile incidente di macchina nell’isola di Lanzarote. Nell’incidente ha perso non solo la vista, ma anche Lena,la donna della sua vita.

Quest’uomo usa due nomi, Harry Caine, ludico pseudonimo con il quale firma i suoi lavori letterari, i racconti e le sceneggiature, e Mateo Blanco, il suo vero nome di battesimo, con il quale vive e firma i film che dirige. Dopo l’incidente Mateo Blanco si riduce al suo pseudonimo, Harry Caine. Se non può più dirigere film si impone di sopravvivere con l’idea che Mateo Blanco è morto a Lanzarote accanto alla sua amata Lena.
Nell’attualità, Harry Caine vive grazie alle sceneggiature che scrive e all’aiuto della sua fedele direttrice di produzione di un tempo, Judit Garcia, e di Diego, il figlio di lei, segretario, dattilografo e guida per ciechi.

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