Space chimps: tre scimmie alla conquista dello spazio

 Il cinema rende omaggio ad un eroe delle missioni spaziali, con il film Space Chimps -Missione spaziale, che racconta le avventure di Ham, la prima scimmia spaziale. Dal 6 febbraio in Italia.

Scritto e diretto da Kirk DeMicco, sceneggiatore di Una zebra alla riscossa e Alla ricerca di Camelot, il film è stato realizzato in CGI dalla squadra di animatori della Vanguard Animation, che avevano già dato vita al fascinoso volatile Valiant.

Protagonista è il nipote del primo scimpanzé nello spazio, Ham III, di professione scimmia-cannone in un circo di terz’ordine. Ma quando una specie di buco nero inghiotte la costosissima sonda ‘Infinity Space’, l’Agenzia Spaziale lo recluta, in qualità di stuntman d’eccellenza, per unirsi ad un equipaggio perfettamente addestrato al recupero della navicella perduta.
Il suo amore per le acrobazie e le sue spericolate manovre aeree lo trasformano velocemente in un astronauta di successo, ma i suoi modi irriverenti gli procurano le antipatie dei colleghi scimpanzé, astronauti di professione. Ma quando i suoi compagni d’avventura si imbattono in un pericoloso alieno, Ham tira fuori un inaspettato coraggio, degno della memoria di suo nonno.

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The reader: Kate Winslet, la kapò innamorata

 Nasce una polemica al Festival del cinema di Berlino intorno al film The Reader di Stephen Daldry con Kate Winslet e Ralph Fiennes, film fuori concorso.

Diretto dal regista di Billy Elliot e The Hours, tratto da un romanzo del tedesco Bernhard Schlink (pubblicato nel 1995), il film inizia come una bollente e anomala love story nella Berlino degli anni ’50 tra Michael (il giovanissimo David Kross), liceale quindicenne, e la bigliettaia di tram Hanna (un ruolo che inizialmente doveva andare a Nicole Kidman, sostituita dalla Winslet perché incinta). Lei ha il doppio dei suoi anni ed è piuttosto scorbutica ma la passione li unisce: fanno l’amore tutti i giorni dopo la scuola, lei lo insapona nella vasca da bagno e in cambio gli chiede di leggerle libri su libri, parole che la giovane donna divora con passione e stupore. Insieme scoprono buona parte dei capisaldi della letteratura occidentale, dall’Odissea alla “Signora col cagnolino” di Cechov, poi all’improvviso lei sparisce senza lasciare tracce né spiegazioni.

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cinema Gnomo di Milano: una nuova avventura

 A Milano, il 7 febbraio 2009 riaprirà le porte il cinema Gnomo di via Lanzone con una grande inaugurazione alle ore 20:00.

Come ha dichiarato l’Assessore al Tempo Libero del Comune l’obbiettivo primario è dare attenzione al futuro attraverso nuovi linguaggi e nuove tendenze. La sala rappresenta un’importante realtà del nostro patrimonio e viene presentata dopo un lavoro di restyling che ne ha permesso l’ammodernamento. Un intervento tecnico che trova un corrispettivo nella volontà di fare di questa struttura un nuovo punto di riferimento nel panorama culturale milanese.

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10 anni di Festival del Cinema Europeo a Lecce

 Il Festival del Cinema Europeo raggiunge il traguardo dei 10 anni di attività e si svolgerà a Lecce dal 31 marzo al 5 aprile.

In dieci anni il Festival salentino, riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali come manifestazione d’interesse nazionale, è riuscito a imporsi nel panorama italiano come tra i più importanti appuntamenti con il cinema europeo. Nel corso delle edizioni ha ospitato registi di fama internazionale come Krzysztof Zanussi, Carlos Saura, Otar Iosseliani, Jules Dassin, Andrzej Wajda, Edgar Reitz, Andrej Tarkovskij, Theo Anghelopoulos e Nikita Michalkov.

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Berlinale orfana di film italiani, e scoppia la polemica.

 A pochi giorni dall’inizio del Festival Internazionale di Cinema di Berlino alla sua 59esima edizione, il dato, per noi, più importante è l’assenza assoluta di film italiani sia in concorso che fuori concorso.

Se escludiamo la presenza di Ermanno Olmi e il suo documentario Terra madre nella sezione Berlinale special, dobbiamo accontentarci di essere raprresentati da Riccardo Scamarcio e Monica Bellucci, che non posso far altro che avvalorare la tesi del direttore della Mostra Dieter Kosslick.
Infatti, dopo le dichiarazioni del direttore della Berlinale, poco professionali e alquanto offensive all’indirizzo del cinema italiano, ne è nata una polemica con il Sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro. Il politico italiano ha fatto notare la massiccia presenza di film di produzione tedesca in tutto il programma del festival, confermando la realtà lobbistica del cinema internazionale ed accusando il Festival di Venezia di non fare la stessa cosa. Il sottosegretario replica alle parole di Kosslick che avrebbe affermato. “Nessun italiano a Berlino perché ormai gli italiani fanno solo film culinari, con qualche rara eccezione tipo Gomorra“, riabilitando un termine coniato da Brecht per sottolineare il carattere noioso e pedante di alcuni spettacoli teatrali “kulinarisch”, buoni solo a far digerire, sostenendo che le 90 opere tedesche presentate in questo festival, potrebbero non essere tutte quante dei capolavori.

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