Il 14 Novembre esce Amore che vieni, Amore che vai, un film di Danele Costantini, liberamente tratto dal romanzo Un destino ridicolo di Fabrizio de Andrè e Alessandro Gennari.
Il regista parla di Fabrizio De Andrè, di cui ha sempre ammirato, oltre alle straordinarie qualità poetiche e musicali, anche la grande libertà creativa, l’apertura mentale e culturale che lo hanno portato, nel tempo, a rischiare e mettere in discussione il proprio lavoro, collaborando con musicisti e autori tutti di grande personalità tra cui Gian Piero Reverberi, Nicola Piovani, Francesco De Gregori, Ivano Fossati…
Lo stesso senso del rischio, lo stesso sentimento di libertà, hanno spinto De Andrè, nella prima metà degli anni ’90, a scrivere un romanzo “Un destino ridicolo“, assieme allo psicanalista-scrittore Alessandro Gennari.
Nonostante la personalità e il talento di Gennari, “Un destino ridicolo” sembra appartenere soprattutto a De Andrè, tanto è denso di rimandi al suo mondo poetico-musicale, in particolare a quello degli anni ‘60. Ecco, quindi, che non si è trattato soltanto di adattare un romanzo, ma anche di abbandonarsi alle suggestioni poetiche di alcune canzoni memorabili come “Bocca di Rosa”, “Via del Campo”, “La città vecchia”, “Amore che vieni amore che vai”.
Cinema, News e Film
A Venezia “Spettacoli di Luce”: dalla camera obscura alla nascita del cinema
La mostra Spettacoli di Luce, promossa dall’Assessorato Politiche educative/Itinerari Educativi, è visibile in questi giorni, dal 10 al 22 novembre 2008 al Centro Culturale S. Maria Delle Grazie, in Via Poerio 32 a Mestre.
Mostra e spettacolo, curati da Gianni Trotter, ripercorrono le esperienze più significative degli antenati del cinema, dalle prime forme di cattura delle immagini luminose fino a giungere alla nascita del cinematografo Lumiére e del cinema di animazione. È’ un viaggio attraverso spettacoli di luce e suono, dalle camere oscure alle lanterne magiche, dal teatro d’ombre ai giocattoli ottici e al cartone animato.
Bambini,ragazzi e adulti riprovano l’emozione dei pionieri che inventarono e sperimentarono i mezzi e i linguaggi delle prime forme del linguaggio audiovisivo.
I materiali in esposizione comprendono preziose macchine, strumenti e immagini originali d’epoca, al fine di far rivivere concretamente, con dimostrazioni e brevi spettacoli, l’atmosfera e il fascino della preistoria del cinema.
The Orphanage: il terrore rimasto nascosto troppo a lungo
Dopo “The Others“, Guillermo Del Toro presenta The Orphanage, il film rivelazione che ha sbancato i botteghini di tutto il mondo, in Spagna ha già incassato 40 milioni di euro.
The Orphanage è stato vincitore di 7 Premi Goya (tra cui Miglior Regista Esordiente, Migliore Sceneggiatura, Migliori Effetti Speciali).
Nel cast c’è la partecipazione straordinaria di Geraldine Chaplin.
La trama:
Laura ha trascorso gli anni più felici della sua infanzia in un orfanotrofio vicino al mare, accudita dal personale e dagli altri bambini orfani che lei ha amato come fossero fratelli e sorelle. Trent’anni dopo, torna in quel luogo con suo marito Carlos e il figlio Simon di sette anni, con il sogno di ristrutturare e riaprire l’orfanotrofio, a lungo chiuso e abbandonato, per farne una dimora per bambini disabili. La nuova casa e i suoi dintorni misteriosi stimolano l’immaginazione di Simon, e il ragazzo comincia ad intrecciare una tela di storie fantastiche e di giochi con amici immaginari… Una pericolosa tela che comincia a infastidire Laura, trascinata nello strano mondo del bambino che riecheggia di ricordi a lungo dimenticati e profondamente inquietanti della sua stessa infanzia. Mano a mano che il giorno dell’apertura si avvicina, la tensione cresce all’interno della famiglia. Carlos resta scettico, convinto che Simon stia inventando tutto nel disperato tentativo di attirare l’attenzione. Ma Laura lentamente si convince che qualcosa di terribile, rimasto a lungo nascosto, si aggiri nella vecchia casa, qualcosa che aspetta di venir fuori per fare del male alla sua famiglia.
Marcello Cesena: “Sensualità a corte” diventa un film!
Diventerà un film “Sensualità a corte“, la mini serie comica che Marcello Cesena scrive, dirige e nel quale interpreta Jean Claude, pulzello del ‘700 tenuto … Read more
I picchiatelli di “Si può fare” al cinema Nazionale di Trieste
Ultimo appuntamento martedì 11 novembre alle 20.30 al cinema Nazionale di Trieste con “Luci ed Ombre“, la rassegna che celebra il trentennale della legge Basaglia realizzata da Maremetraggio e Alpe Adria Cinema.
Dopo Peter Del Monte, Alessandro Piperno, Alessandro D’Alatri e l’attrice Anna Galiena, sarà la volta del film Si può fare, appena uscito nelle sale italiane e ispirato alla storia della cooperativa Noncello di Pordenone.
Ospite della serata sarà il regista Giulio Manfredonia, che guiderà il pubblico alla scoperta delle motivazioni profonde che lo hanno indotto a raccontare la storia della prima comunità in Italia dedicata all’inserimento lavorativo delle persone con disagio mentale. Insieme al regista, saranno presenti anche le attrici Maria Rosaria Rosso e la triestina Ariella Reggio.
Giffoni Film Festival cerca un volto per il 2009
Il Giffoni Film Festival ha deciso di dare un volto nuovo alla sua immagine. Per la prima volta nella sua storia il GFF, che da … Read more
Madagascar 2: negli Stati Uniti incassi da record!
Debutto ai vertici per Madagascar 2. Il sequel di DreamWorks infatti è arrivato nelle sale Usa finendo subito al primo posto al botteghino con un incasso di 63,5 milioni per Escape 2 Africa. In questo nuovo episodio Alex il leone, Marty la zebra, Melman la giraffa e Gloria l’ippopotamo, decisi a lasciare il Madagascar per tornare a New York, si lasceranno convincere dai pinguini ad attuare un piano così folle che potrebbe funzionare davvero. Una speranza che non durerà a lungo! Precipitati nel bel mezzo dell’Africa nera a bordo di un aereo improvvisato, i nostri amici scopriranno i luoghi delle loro origini. Qui si troveranno faccia a faccia con tutte le differenze tra la giungla reale e quella di cemento in cui hanno sempre vissuto. Ma a parte i rivali in amore e gli schemi di caccia, l’Africa sembra proprio un gran bel posto. Vorranno ancora tornare a Central Park?
007 Quantum of Solace in vetta alle classifiche!
Fantastico 007! Con oltre tre milioni di euro di incasso la 22esima avventura dell’ agente segreto più famoso del mondo, arriva in cima alla top 10 di Cinetel di quest’ultimo weekend . 007 Quantum of Solace fa scivolare in seconda posizione, dopo solo una settimana in prima, il terzo episodio di High School Musical.
L’attore britannico Daniel Craig riprende il ruolo di James Bond dopo aver ottenuto grandi consensi da parte della critica e del pubblico. Assieme a Craig recitano Olga Kurylenko nei panni di Camille, Mathieu Amalric è il malvagio Dominic Greene che ha al suo fianco ‘Elvis’ (Anatole Taubman), mentre Gemma Arterton è l’agente del MI6 Fields.
La produzione di 007 Quantum Of Solace si è svolta in un numero maggiore di location straniere rispetto a qualsiasi altra pellicola nella storia di James Bond, che ormai dura da 46 anni.
La fidanzata di papà: il nuovo, spassosissimo film di Massimo Boldi
Massimo Boldi è al timone del nuovo cinepanettone di questo fine 2008, un racconto che si sviluppa tra un alberghetto di montagna e lo scenario di Miami, nella più classica ma anche più allegra delle incursioni nel gioco degli equivoci, delle gelosie e degli amori complicati come la nascita di un bimbo nero da una coppia di bianchi.
Dopo il grande successo della commedia di Claudio Risi “Matrimonio alle Bahamas“, uscita a Novembre del 2007 con un incasso di ben 12 milioni di euro, Massimo Boldi ha pensato a una nuova storia comica in grado di rinnovare quel consenso ottenuto da un pubblico molto eterogeneo, rivelatosi non troppo diverso da quello dei film natalizi.
Questo nuovo film nasce da una situazione che in qualche modo appartiene a Boldi. E così ha raccontato l’idea a Enrico Oldoni che l’ha poi sviluppata in un copione scritto con Paolo Costalla e a cui Boldi ha collaborato personalmente facendo uscire fuori un film originale, con un plot completo e moderno.
Nel cast oltre a Massimo Boldi troviamo Simona Ventura, Enzo Salvi, Biagio Izzo, Nino Frassica, Martina Pinto, Elisabetta Canalis, I Fichi d’ India, Davide Silvestri, Loredana De Nardis, Teresa Mannino, Aurora Quattrocchi, Natalia Bush e Alessandra Barzaghi.
The Burning Plan: un dolce girotondo di frammenti di vita
Guillermo Arriaga: un genio che la critica ha definito uno dei più grandi narratori contemporanei. Uno capace di incidere sul suo tempo, di lasciare un segno che resta. Un artista in grado di ‘testimoniare’. Prima nero su bianco, nei suoi straordinari romanzi. Poi al cinema, questa volta con The Burning Plan – Il confine della solitudine.
La vita di Guillermo Arriaga (classe 1958) sembra strappata dalle viscere di uno dei suoi indimenticabili personaggi. Nasce a Città del Messico, cresce fra privazioni e botte in un quartiere dimenticato da Dio e dagli uomini. Ne prende talmente tante da perdere l’olfatto. Ma il profumo amaro della strada non lo scorderà mai. L’unico modo per continuare a (r)esistere è immaginare che il mondo non finisca lì.
Immaginare che da qualche altra parte del mondo le cose vadano diversamente.
I suoi primi testi Arriaga se li scrive con la penna della fantasia nel grande libro del cuore. E capisce subito una cosa. Riportare su carta la vita è impossibile. Troppo complessa, troppo sfaccettata, troppo multiforme. E allora scatta la domanda da un milione di dollari: come prenderla questa maledetta e meravigliosa esistenza? Da che parte afferrarla? La risposta è chiara e semplice: abbracciandola in toto. E rinunciando subito ad ogni tipo di linearità.
E’così che il suo stile (venuto prepotentemente fuori già dai primi testi) muta in un gran bel groviglio di scivoli temporali, puzzle spaziali e sguardi bruciati dall’assoluto.
Guillermo parte dalla terra e punta verso il cielo.
E Inarritu (uno dei registi contemporanei più necessari), innamorandosi del suo sguardo sul mondo e sulle cose, gli affida gli script di “Amores perros“, “21 grammi” e “Babel” (col quale Arriaga vince il premio Oscar).
Intanto lo scrittore messicano medita sul suo futuro e fa un pensierino: passare dietro la macchina da presa. Ma prima butta giù lo scipt de “Le tre sepolture“, magnifico esordio alla regia di Tommy Lee Jones e capisce che in fondo si tratta di un passaggio automatico, spontaneo, naturale. Ottima idea.
Eccoci allora a “The Burning Plain“, presentato con straordinario successo di pubblico e critica allo scorso Festival di Venezia.