Torna il ritorno de La Mummia: La Tomba dell’ Imperatore Dragone


Dal regista di “The Fast and the Furious” e “Trecento” e dagli autori di “Spiderman 2” arriva il nuovo capitolo dell’entusiasmante saga della Mummia.
La Mummia – La tomba dell’Imperatore Dragone è il terzo capitolo di una saga iniziata nel 1999 con La mummia e proseguita nel 2001 con La mummia – Il ritorno. Nel 2002 è stato prodotto uno spin-off della serie, Il Re Scorpione.
La vicenda questa volta si sposterà in Cina e il nuovo cattivo sarà la mummia dell’Imperatore cinese Quin Shihuang.

Brendan Fraser torna a vestire i panni di Rick O’Connel, stavolta in viaggio attraverso l’Asia, dalle oscure catacombe dell’antica Cina ai torreggianti ghiacci dell’Himalaya.
Per un’antica maledizione suo figlio Alex (l’esordiente Luke Ford) ha risvegliato la mummia dell’Imperatore Han e il suo esercito di terracotta: 10000 guerrieri intrappolati da millenni dentro l’argilla. Gli O’Connel dovranno affrontare incredibili pericoli per fermare la mai appagata sete di dominio dell’Imperatore Dragone che appena risorto ha acquistato poteri sovrannaturali.

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Sfida senza regole: dal 26 settembre al cinema

 Il 26 Settembre prepariamoci a una “Sfida Senza Regole“, titolo originale (Righteous Kill) che vede i premi Oscar Robert De Niro (Toro Scatenato) e Al Pacino (Profumo di Donna) nei panni di due detective della polizia di New York City sulle tracce di un serial killer. Jon Avnet (Pomodori Verdi Fritti Alla Fermata del Treno, L’Angolo Rosso, 88 Minutes) cura la regia di questo thriller psicologico firmato da Russell Gewirtz (Inside Man).

Al cast si aggiungono la superstar hip-hop Curtis ‘50 Cent’ Jackson (Get Rich or Die Tryin’), Carla Gugino (American Gangster), John Leguizamo (L’amore Ai Tempi del Colera) e Donnie Wahlberg (Saw II, III, IV). Altri interpreti sono l’attore di teatro Brian Dennehy (Morte di un Commesso Viaggiatore) e Trilby Glover (The Starter Wife). Si segnala anche la breve apparizione di Rob Dyrdek, conduttore del famoso show di MTV Rob & Big, e di Dan Futterman (Un Cuore Grande), candidato all’Oscar per la sceneggiatura di Capote.

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A prova di spia: risultato storico per i fratelli Coen

 Weekend sotto il segno dei fratelli Coen: “A prova di spia” (Burn After Reading), il film presentato fuori concorso e che ha aperto la 65ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, spopola nei cinema italiani e con quasi 2 milioni di euro (1.951.041) segna il miglior esordio di sempre di un film dei Coen nel primo weekend di programmazione.

Continua inarrestabile anche l’affermazione del ‘papà di Giovanna‘ di Pupi Avati che con l’ottimo risultato del fine settimana supera i 2 milioni di euro. Un successo ‘in progress’…

E che dire dei fratelli Coen? Se non ci fossero, qualcuno dovrebbe inventarli. Magari il buon vecchio Sam Elliott, mentre al bancone di un bar sperduto da qualche parte in America, racconta le straordinarie storie di drughi, droghe non proprio leggere e palle da bowling pronte a trascinare via birilli e vite. Come niente fosse.
Ed è come niente fosse che questi due geniali fratelli del Minnesota, cresciuti a pane e (buon) cinema si sono trasformati negli anni in straordinari e impagabili affabulatori, narratori di un’America in bilico fra centro e provincia, sangue e neve, conoscenza e profonda stupidità.

Il nostro incipit, strappato dalle pieghe deliranti de “Il grande Lebowski“, è soltanto un modo per sottolineare ancora una volta che quello dei Coen non è mai esercizio di stile punto e basta, ma osservatorio illuminante e al tempo stesso racconto che trae la sua ragione d’essere dalla condivisione.
Inutile cantare le meravigliose e terribili contraddizioni dell’America profonda senza guardare dritto agli occhi lo spettatore. Impossibile rispolverare la commedia sofisticata (“Prima ti sposo, poi ti rovino“, “Mister Hula Hoop“), senza raccontare fra le righe qualcosa di noi, qualcosa dell’oggi.
Provocatori, acidi, sarcastici, ma al tempo stesso profondamente umanistici. I Coen raccontano l’uomo. Quello incurvato dal tempo e dalla sabbia del deserto (il magnifico Lee Jones del finale di “Non è un paese per vecchi“), quello incastrato in storie (e vite) più grandi di lui.

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Quantum of Solace … “affari personali”

 Tradito da Vesper, la donna che amava, 007 si trattiene dal trasformare la sua ultima missione in una faccenda personale. Deciso a scoprire la verità, Bond, con l’aiuto di M (JUDI DENCH), interroga Mr White (JESPER CHRISTENSEN), il quale rivela loro che l’organizzazione che ha ricattato Vesper è molto più complessa e pericolosa di quanto possano immaginare. Informazioni riservate di natura legale mettono in relazione un traditore dell’Mi6 con un conto bancario ad Haiti, dove, grazie a un caso di scambio di identità, Bond incontra la bella e risoluta Camille (OLGA KURYLENKO), una donna con una vendetta tutta sua da perpetrare. Camille porterà Bond dritto da Dominic Greene (MATHIEU AMALRIC), uno spietato e potente uomo d’affari, esponente di spicco della misteriosa organizzazione di cui lui è alla caccia.

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“Il mio ’68” la voglia di decidere in prima persona

 La Cineteca Italiana ricorda i quarant’anni trascorsi dal Sessantotto, anno della contestazione, delle lotte sociali e politiche, con una rassegna molto particolare, un evento cinematografico di partecipazione diretta e coinvolgimento del pubblico, chiamato a essere spettatore, organizzatore e anima di un’iniziativa che intende riproporre del Sessantotto lo spirito militante, totalizzante e anticonformista. Alla fine ci siamo riusciti, noi (Cineteca italiana, con la collaborazione della Provincia di Milano – Settore Cultura) e soprattutto voi (appassionati spettatori) a realizzare questa rassegna per ricordare, festeggiare, celebrare, ritrovare il ’68 nel suo quarantesimo compleanno. Vi avevamo chiesto di indicarci il titolo del film più rappresentativo dello spirito del’68, non necessariamente quindi un film “sul” ’68 o realizzato in quel periodo storico, ma anche un’opera che secondo l’opinione ed esperienza di ognuno, per vari motivi e da diversi punti di visti, incarni quella rottura degli schemi, quella opposizione al conformismo, quel desiderio di rinnovamento che appunto il ’68 caratterizzò. Ci sono arrivate oltre duecento segnalazioni, non tutte accompagnate dalla relativa motivazione della scelta che avevamo sollecitato, ma tutte interessanti, giuste, a volte intelligentemente originali, a dimostrazione della sensibilità e competenza di chi con noi condivide la passione per il cinema. Proprio per l’alto numero dei film indicati, abbiamo deciso di allargare la rassegna: non più i quindici titoli inizialmente previsti, ma ben ventidue lungometraggi e tre documentari.

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Milano film Festival, il Festival dei Festival!

 Il festival di tutti i festival del cinema prende il via. Le otto manifestazioni in programma dureranno sino a fine settembre. Anticipazioni, proiezioni, video-installazioni, workshop e mostre. La seconda edizione di Festivall, il festival di tutti i festival del cinema, promosso dall’Assessorato allo Sport e Tempo Libero in collaborazione con LA7 nell’ambito di Milano Settembre Cinema, è stato inaugurato la sera di martedì 16 alla Triennale, alla presenza dell’assessore Giovanni Terzi. “Le otto rassegne in programma – ha commentato l’assessore Terzi – offriranno ai milanesi un calendario ricco di proiezioni ed eventi pensati per soddisfare i gusti di ogni età. Per due settimane documentari, lungometraggi, corti, docufilm e cartoon daranno voce a tematiche strettamente legate all’attualità”.

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Arriva The Rocker: il batterista nudo!

 Dal regista di Full Monty (Peter Cattaneo), da venerdì 19 settembre nelle nostre sale: The Rocker – il batterista nudo.
The Rocker, cioè Robert Fishman, detto “Fish”, batterista di una hair band degli anni ‘ 80, ha vissuto il sogno di diventare famoso nel mondo del rock ‘n’ roll finchè è stato cacciato dal suo gruppo. Vent’anni più tardi, il rocker disilluso, si unisce alla garage band del nipote, gli A.D.D.: ora può finalmente reclamare il trono di ‘dio del rock’ che pensa gli sia sempre stato dovuto e, realizzando il sogno di una vita, porta in giro con sè i più giovani compagni della band.

Nel cast di “The Rocker” troviamo Rainn Wilson, (Fish), che ha di recente ultimato la quarta stagione di “The Office“, la serie della NBC premiata con un Emmy e uno Screen Actors Guild Award. Personaggio accattivante e gradito a milioni di spettatori, Wilson ha ottenuto la prima candidatura a un Emmy lo scorso anno nella categoria ‘attori non protagonisti’ per il ritratto di Dwight Schrute, un impiegato arrogante dall’io smisurato che sogna di essere il ‘numero 2’ e tormenta con zelo i colleghi con la sua falsa affabilità.

Christina Applegate (Kim), è stata elogiata dalla critica per la forza e la versatilità dimostrate nei diversi settori dello spettacolo (teatro, cinema e televisione).

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Pa-ra-da: umanità e dramma dentro una fiaba

 Pa-ra-da racconta la vera storia del clown di strada Miloud Oukili, il suo arrivo in Romania nel ’92, tre anni dopo la fine della dittatura di Ceausescu, e il suo incontro con i bambini dei tombini, i cosiddetti “boskettari”. Il film è stato girato per nove settimane a Bucarest, nel freddo inverno continentale, e per una settimana a Parigi.
PA-RA-DA è la storia dell’amicizia tra una banda di ragazzini tra i tre e i sedici anni e il giovane clown franco algerino Miloud (interpretato da Jalil Lespert), poco più che ventenne. I bambini vivono da straccioni, come randagi, dormono nel sottosuolo di Bucarest, nelle grandi condotte dove passano i tubi per il riscaldamento e sopravvivono con furtarelli, accattonaggio e prostituzione. Sono bambini fuggiti dagli orfanotrofi o dalla povertà di famiglie indifferenti o disperate, bambini che vivono ammassati nel sottosuolo, nella rete dei canali, su cartoni e materassi putridi, in ambienti sporchi e soffocanti.
Miloud coltiva il folle sogno di entrare in contatto con questi ragazzi diffidenti e induriti dalla loro drammatica esperienza di scontri, violenze, lutti, pedofilia e droga. Usa il suo carisma e la sua testardaggine per penetrare il muro di sospetto con cui si difendono e per tirarli fuori dalla loro condizione e portarli a una vita dignitosa. Insegnando le attività circensi e clownesche e riportandoli alla luce del sole, dà loro la speranza in un’esistenza futura.
Dopo molte disavventure e vere e proprie tragedie, osteggiato da funzionari corrotti, Miloud riuscirà a creare una vera e propria compagnia circense con questi ragazzi di strada e riuscirà a portare in scena lo spettacolo nella piazza principale di Bucarest, dimostrando che era possibile ridare dignità umana ad esseri che tutti consideravano animali.

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