Dopo cinque anni di peripezie, Young Gods, film finlandese del regista esordiente Jukka-Pekka Siili, nudo e crudo (è il caso di dire) arriva nella sale italiane, ma si può già ben immaginare che non piacerà. Storceranno il loro pruriginante naso i benpensanti, e lo faranno anche i depositari della giusta morale. Un giudizio a priori non posso certamente darlo, senza prima averlo visto, ma il trailer, la storia, e alcune immagini che non lasciano alcun dubbio, mi fanno credere che non passerà inosservato, almeno per il tema principale. La storia ruota intorno a quattro ragazzi dell’alta borghesia di Helsinki prossimi alla maggiore età. Il protagonista Taavi ha perso i genitori in tenera età e ha ereditato una rendita che gli permette di vivere senza problemi e di affrontare l’estate del diploma in totale serenità. Durante la festa di fine anno accademico, complici alcol e amiche disponibili, i quattro ragazzi si abbandonano ad ogni eccesso e Taavi ne diventa il testimone attraverso la sua videocamera.
Video-humanity per Spike Lee
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