Parte oggi 22 settembre, la quarta edizione del Saturno International Film Festival, rassegna del cinema e del racconto storico unica al mondo, con anteprime in concorso e rassegne monografiche.
Il Festival affronta il rapporto fra il Cinema e la Storia – antica, moderna e contemporanea – offrendo al pubblico film capaci di raccontare le trasformazioni: Il cinema storico supera, quindi, le categorie del “genere” per essere letto come cinema di modernità, di passione, di slancio epico, civile, politico. E per affermarsi come strumento di conoscenza e di riflessione sul Passato, alimentando quella memoria storica che è indispensabile per comprendere il Presente e costruire il Futuro.
PERCHÉ SATURNO?
Il Festival si svolge in una terra di grande storia: ad Alatri e nelle terre del basso Lazio dove il mito vuole che Chronos trovasse dimora dopo essere stato cacciato dall’Olimpo, diventando il dio Saturno dei Latini.
Ogni anno il festival ha affrontato temi di delicata importanza storica e di attualità: nel 2005 il rapporto fra Occidente e Islam, nel 2006 quello fra Occidente e Africa, declinato sia nella retrospettiva sulla Guerra d’Etiopia, sia nei suoi sviluppi culturali di oggi. Una tendenza di analisi storica che è stata replicata in una retrospettiva sulla Guerra civile spagnola del ’36-’39, accompagnata da un seminario di quattro giorni a cui hanno partecipato i maggiori studiosi italiani della materia.
La Prima nazionale del film che Emir Kusturica ha presentato al Festival di Cannes 2007 ha avuto luogo nella sempre più prestigiosa cornice del Festival della Filosofia che si è svolto a Modena/Carpi/Sassuolo il 19, 20 e 21 settembre e che quest’anno ha avuto come argomento cardine “la Fantasia”.
IL FATTO. Il lungometraggio vincitore della tredicesima edizione del Milano Film Festival 2008 è il film è Ainda Orangutans del brasiliano Gustavo Spolidoro. Nella città di Porto Alegre si incrociano otto storie, lontane tra loro ma accomunate da un senso di irrealtà e di straniamento che da all’intero film un carattere surreale, Buñuel rivisitato in chiave metropolitana.